Unitre di Orvieto celebra il “Dantedì”

ORVIETO – L’inizio di primavera all’Unitre di Orvieto si caratterizza, anche in questo 2024, con la celebrazione del Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri.

Martedì 26 marzo, alle ore 10, avrà luogo il Dantedì Unitre presso la Sala dei Quattrocento al Palazzo del Popolo di Orvieto, dedicato agli studenti dei Licei orvietani e alla cittadinanza tutta; si tratterà della quarta edizione direttamente organizzata e coordinata dal Presidente Riccardo Cambri, intitolata in questo 2024 “Libertà va cercando”.

Immutata la squadra dei relatori coinvolti: Fioralba Salani (“Catone Uticense, campione della libertà”), Franco Raimondo Barbabella (“Il cercatore di libertà”), Donato Catamo (“Libertà terrena o libertà spirituale?”), Raffaele Davanzo (“Due Ghibellini a confronto: Farinata e Manfredi e il loro mondo etico di libertà”) ed Alberto Romizi (“Lo metaverso”).

 

Questa nuova edizione del Dantedì Unitre, organizzata dal presidente Riccardo Cambri – che ne è il promotore fin dal 2021 – e dedicata pricipalmente, ma non esclusivamente, agli studenti dei licei orvietani.

GLI INTERVENTI

Alberto Romizi

Intervento poetico-satirico

LO METAVERSO

Il sommo poeta si perde nel moderno labirinto del Metaverso, che promette meraviglie e libertà, ma che ben presto si rivelerà una trappola peggiore della “selva oscura”.

Franco Raimondo Barbabella

IL CERCATORE DI LIBERTÀ

Che cos’è che ci scuote ancora di Dante? Certo il fascino poetico della Commedia, con i personaggi e le storie, la sensazione di cattedrale gotica, come il romanzo di un’intera epoca storica. Ma forse ancor più il pensiero e il suo nucleo centrale, il tema della libertà, viaggio dell’anima verso la salvezza e insieme ricerca del governo che ne assicuri la possibilità. “Libertà va cercando”, Dante cercatore di libertà, aspirazione alla libertà e consapevolezza del limite. Un tema attuale.

Fioralba Salani

CATONE UTICENSE, CAMPIONE DELLA LIBERTÀ

“Quidni ego narrem ultima illa notte Platonis librum legentem posito ad caput gladio?” Perché non dovrei raccontare che in quell’ultima famosa notte leggeva un libro di Platone, posta una spada accanto alla testa?

Se Seneca ritrova in Catone Uticense i tratti del saggio stoico, il richiamo alla libertà spirituale, che mette al riparo dai condizionamenti esterni; se Lucano vede in Catone il difensore della legalità e delle istituzioni repubblicane, facendolo assurgere a protagonista positivo della Pharsalia; se Plutarco gli riconosce una dimensione grandiosa e titanica, che si traduce in una immensa statura morale, perché Dante non dovrebbe elevare Catone, pagano e suicida, a simbolo della libertà morale, a cui egli stesso aspira? Questa la vexata quaestio!

Raffaele Davanzo

DUE GHIBELLINI A CONFRONTO: FARINATA E MANFREDI E IL LORO MONDO ETICO DI LIBERTÀ

Il rispetto che Dante dimostra per i due avversari politici, uno incontrato nell’Inferno e l’altro nel Purgatorio, deriva dal riconoscimento che le loro azioni furono guidate da una profonda coscienza esercitata dalla Libertà, che permise loro di prendere decisioni storicamente etiche.

Donato Catamo

LIBERTÀ TERRENA O LIBERTÀ SPIRITUALE?

L’Arte, la Natura ossia l’Arte del Dio Cristiano, l’Amore, la Musica, la Filosofia, la Storia, la Geografia, le Scienze, la Geometria, la Matematica, il Segno, il Verso, il Teatro, le Religioni, gli Usi, i Costumi, le Tradizioni, i Viaggi, il Sole, la Luna, le Stelle, la Foresta e molto altro sono il fondamento della cultura e della civiltà e quindi delle Libertà: Fisica, di Pensiero, di Espressione, di Emancipazione, di Diritto, di Libero Arbitrio e delle moltissime attività quotidiane dell’uomo.

Siamo perciò di fronte alla “Natura Naturata” in quanto opera dell’uomo (del creato), ma Dante cerca la Libertà Spirituale (Natura Naturans).

Dunque bel confronto, grande sfida tra “Essere” e “Divenire”.

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Il Dantedì dell’Unitre – Università delle Tre Età di Orvieto vanta il patrocinio del Comune di Orvieto, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, il supporto tecnico dell’Ing. Gianluca Polegri e della Scuola Comunale di Musica “A. Casasole” di Orvieto.

 

Redazione Vivo Umbria: