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ASSISI – Dopo il grande successo dello scorso dicembre e il sold out dell’appuntamento che si terrà in questo mese di febbraio, è stata annunciata a grande richiesta la terza data per “The legend of Ennio Morricone”. L’Ensemble Symphony Orchestra, dopo il 26 febbraio, salirà infatti sul palco del teatro Lyrick di Assisi anche il prossimo 7 maggio (ore 21) con il tributo unico alle musiche del grande compositore italiano, nell’ambito della stagione 2018/2019 Tourné, promossa in collaborazione con Mea Concerti.  L’Ensemble Symphony Orchestra sarà dunque al teatro Lyrick di Assisi martedì 26 febbraio. Durante l’appuntamento verranno rivisitate le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di generazioni, tra cui la potenza evocativa di “Mission”, “La leggenda del pianista sull’Oceano”, “C’era una volta il West”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “The Hateful Eight”, “C’era una volta in America”, “Per qualche dollaro in più”, “Malena”. Cinquecento colonne sonore, 70 milioni di dischi venduti nel mondo, sei nominations e due Oscar vinti, tre Grammy, quattro Golden Globe e un Leone d’oro fanno di Ennio Morricone un gigante della musica di tutti i tempi. Da qui l’idea dell’Ensemble Symphony Orchestra di porre omaggio al maestro.

Se dovesse individuare una definizione per Ennio Morricone nel ruolo che ha nella storia della musica, come lo definirebbe? L’innovatore, il melodista, il genio creativo?

“Morricone – risponde il fondatore dell’Ensemble Symphony Orchestra, Giacomo Loprieno – è una figura geniale della musica italiana e internazionale che ha traghettato le colonne sonore da film a livello della grande musica, grazie al fatto che ha utilizzato la grande orchestra sinfonica arricchita di strumenti etnici, popolari e di strumenti anche un po’ dimenticati, introdotti nella musica da film e dando alla colonna sonora un’importanza che non aveva prima. Non è più una musica che sottolinea, ma spesso e volentieri i film musicati da Morricone sono più ricordati per la musica che non per il film stesso. Ha invertito i ruoli”.

La relazione tra musica e immagini è comunque sempre molto forte. Secondo lei qual è il tratto distintivo, la cifra stilistica di Morricone?

“Intanto l’individuazione di un tema. Se noi guardiamo film musicati da grandissimi autori, Zimmer, Williams ci ricordiamo la grandiosità della musica ma non ci rimane dentro il tema importante del film. I temi di Morricone – pensiamo a Mission, Cinema Paradiso, C’era una volta il West, C’era una volta l’America – sono rimati temi celebri e sopravviveranno alla generazioni. Quel tema è entrato nell’immaginario del pubblico più del film stesso. Quindi si parte dal tema e poi si sviluppa, questa è una concezione tipica della musica classica e meno della musica da film. Delle opere noi ci ricordiamo la grande aria prima di tutta la vicenda”.

Proporrete una rilettura dei brani più celebri o vi limiterete a un’interpretazione quanto più possibile filologica?

“No, in realtà noi abbiamo riarrangiato tutti i brani con un organico anche abbastanza inusuale. E’ un’orchestra sinfonica, ma con una sezione ritmica importante, con molti strumenti solisti e soprattutto abbiamo pensato di mescolare temi celeberrimi a pellicole più dimenticate, chiamiamole minori, perché crediamo che l’opera di Morricone vada scoperta tutta. Avremo solisti di eccellenza, un grandissimo violoncellista, un grande trombettista, un soprano meraviglioso e anche le scene che la voce recitante, Matteo Taranto, farà rivivere attraverso la sua recitazione, non sono le scene principali del film, sono magari scene secondarie ma che sono, secondo noi, molto pregnanti. E’ una rilettura che speriamo piaccia al pubblico come è piaciuta a noi”.

L’Ensemble Symphony Orchestra ha un ampio repertorio di musica pop…

“In realtà ci siamo dedicati al pop, ma sempre al pop di grande spessore: da Battiato a Sting, da Cocciante alla Pfm, Tiromancino, Gazzè, comunque sempre produzioni importanti”.

Considera un salto di qualità questo essere approdati a Morricone?

“Tutti noi che facciamo musica amiamo Morricone e per celebrare i suoi 90 anni, abbiamo pensato che fosse giusto fargli un omaggio, un omaggio anche per tutto quel mondo che ama Morricone che non può permettersi di partecipare ai concerti ormai rarissimi del Maestro che si tengono ancora abbastanza regolarmente, ma sono sempre più grandi eventi. Poter portare in tutti i teatri d’Italia la sua musica fatta nel rispetto, ma ripensata da noi, c’è sembrato un bell’omaggio nell’ambito dei suoi 90 anni”.

In genere ci sono particolari difficoltà per gli arrangiamenti e l’orchestrazione di un brano pop?

“Sì, ma molto meno nel caso di Morricone che è anche un gradissimo arrangiatore: ascoltare infinite incisioni, concerti dal vivo suoi, aiuta molto. E’ un personaggio limpido da questo punto di vista, basta seguirlo, ecco”.

In occasione di questo doppio appuntamento umbro del 6 dicembre al Morlacchi e del 26 febbraio al Lyrick ospiterete anche una serie di special guest…

“Abbiamo Stefano Benedetti che è un trombettista di fama internazionale, abbiamo Ferdinando Vietti che è un violoncellista che calca i palcoscenici di mezza Europa, abbiamo Anna Delfino, un soprano meraviglioso che ha una voce molto duttile e che è perfetta per il repertorio a metà strada tra il pop e la lirica amato da Morricone. Ci sarà Matteo Taranto, giovane attore conosciuto per le fiction, ma anche attore di teatro. Spesso si vedono degli omaggi a Morricone o a Nino Rota fatti con la proiezione del film mentre l’orchestra suona. Noi facciamo precedere ogni esecuzione dalla recitazione di un momento saliente del film, per introdurre il pubblico a quel tema e poi la musica che domina la scena”.

Quindi si inizia con un reading e si sfocia nel brano musicale…

“Esattamente, spesso il reading prosegue anche sulla musica. Sono momenti che troviamo piuttosto belli per il pubblico che li ascolta”.

Secondo lei – so che la scelta è difficile – qual è il brano più bello che ha scritto Morricone?

“Tutto il mondo le risponderebbe il tema di C’era una volta l’America o di Mission. In realtà noi amiamo molto la Leggenda del pianista sull’Oceano che è un brano che paragonerei a Casta Diva, una di quelle melodie che si possono ascoltare all’infinito senza mai stancarsi. Permettono mille rielaborazioni, interpretazioni, un tema infinito, di quelli che superano i secoli e rimarranno per sempre”.

 

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Claudio Bianconi

Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti.

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