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Una canzone per Genova

GENOVA – Quando si dice la potenza della musica: dagli echi del tam-tam ai segni del pentagramma del monaco Guido d’Arezzo la musica ha lasciato tracce indelebili quanto importanti per la storia dell’umana gente. In tempi recenti la tempesta sonora di Woodstock, nell’agosto del 1969, impose, al mondo intero la cultura hippie con ripercussioni e cambiamenti irreversibili ed epocali nella società del secolo scorso. Nel  marzo del 1985 “We are the world”, brano musicale scritto e composto da Michael Jackson in collaborazione con Lionel Richie e prodotto da Quincy Jones, trasformò le note in voci in cerca di possibilità concrete per sfamare l’Etiopia annientata dalla carestia. Da allora in poi questo modo di usare a scopi benefici l’arte degli artisti si è diffusa fortemente. Con esiti più o meno confortanti.

Oggi è la volta di “C’è da fare”. Venticinque voci della musica italiana hanno cantato per curare Genova e ricucire identità sociali, culturali ed economiche, attraverso un nuovo ponte che faccia dimenticare lo strazio di un crollo imbarazzante. A fare da direttore d’orchestra un vero e proprio outsider, se riferito al contesto, Paolo Kessisoglu che, stavolta, ha spostato l’inquadratura dal distributore automatico del caffè, direttamente sull’amaro aroma che lascia lo sgomento. Così oggi , venerdì 22 febbraio,  la sua canzone “C’è da fare” risuona nelle orecchie di ha voglia di sentire. Il ricavato che deriverà dalle vendite del disco sarà devoluto in beneficenza e investito in progetti nella Valpolcevera, una delle zone più colpite dalla tragedia del 14 agosto 2018. Ciò che verrà, contribuirà a costruire un centro sportivo polifunzionale. Oltre ad essere oggettivamente importante la definizione delle destinazioni dei soldi, è oltremodo rassicurante definire un piano b nel caso, malauguratamente, l’operazione non riesca del tutto. In questo caso quanto raccolto confluirà in un’iniziativa di assistenza socio-sanitaria nella zona della Valpolcevera.  Detto questo, meritano una menzione speciale gli artisti che hanno aderito, rigorosamente elencati in ordine alfabetico: Annalisa, Arisa, Boosta, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Gino Paoli, Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Ivano Fossati, Izi, J-Ax, Joan Thiele, Lo Stato Sociale, Luca Carboni, Malika Ayane, Mario Biondi, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max Gazzè, Nek, Nina Zilli, Nitro, Raphael Gualazzi, Ron e Simona Molinari.

Intanto, grazie.

Riccardo Regi

Direttore di VivoUmbria.it. Perugino, laureato in Lettere, giornalista professionista dal 1990, vice direttore dei Corrieri Umbria, Arezzo, Siena, Viterbo, Rieti per 18 anni.

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