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La gatta Cenerentola festeggia 30 anni

BOLOGNA -Qualsiasi etichetta artistica è riduttiva quando parliamo di Armando Punzo e del progetto che gli è figlio: la Compagnia della Fortezza.

Armando Punzo

Quindi staremo ai fatti. Il regista Punzo e Annet Henneman, fondatori del gruppo teatrale “Carte Blanche”, entrano nel 1988 nella Casa di Reclusione di Volterra per la prima volta. Un anno dopo va in scena il loro primo lavoro con i carcerati: La gatta Cenerentola. Oggi questa esperienza festeggia trent’anni di spettacoli, con risultati artistici davvero notevoli. E allora vale la pena segnalare quello che sta accadendo e accadrà nel mese di marzo a Bologna, nel programma de La Soffitta, centro di promozione teatrale del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Il progetto a cura della professoressa di Teatro Sociale Cristina Valenti, “La Soffitta per la Fortezza”, prevede infatti eventi che si svolgeranno al DAMSLab (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) di cui è bene prendere nota. Oggi, sabato 23 febbraio, va in scena in anteprima nazionale Il figlio della Tempesta, concerto-spettacolo di e con Andrea Salvatori, compositore e musicista, e Armando Punzo. Sempre oggi viene proiettato il docufilm “Anime Salve”, puntata conclusiva della settima stagione de I Dieci Comandamenti di Domenico Iannacone, dedicata interamente alla Fortezza. Poi a marzo, il 19 e il 20,  workshop per gli studenti dell’Università: “Volevo sognare un uomo, sognarlo con minuziosa interezza, e imporlo alla realtà”.

Punzo prenderà da questa esperienza alcuni studenti per partecipare allo spettacolo Beatitudo, in scena all’Arena del Sole il 30 e 31 marzo.
Infine a questo spettacolo è dedicata una sua conferenza che concluderà il progetto de La Soffitta al Salone Marescotti il 21 marzo: “Beatitudo. Da Shakespeare a Borges: percorsi di drammaturgia per la Compagnia della Fortezza”. Insomma, una articolata serie di eventi dedicata a questa straordinaria realtà che è la Fortezza capofila di tante altre esperienze di teatro carcere in Italia come, del resto, nella stessa Perugia, al penitenziario di Capanne. Tutto all’insegna di Armando Punzo e della sua capacità nell’aver dimostrato che si può fare teatro di qualità ovunque, partendo dall’attore, ponendolo al centro del progetto teatro qualunque sia la sua storia.
Emanuele Regi
Redazione Vivo Umbria

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