Oggi al cinema arrivano "I villeggianti"

Dal 7 marzo nelle sale cinematografiche è in programmazione “I Villeggianti”, nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi. La pellicola, produzione Bibi Film e Rai Cinema presentata fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia vede un nutrito cast e tutto di qualità: oltre alla stessa Bruni Tedeschi,  Pierre Arditi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Noemie Lvovsky, Yolande Moreau, Laurent Stocker (della comédie française), Bruno Raffaelli (della comédie française).
La storia
Una grande e bella proprietà in Costa Azzurra. Un posto che sembra essere fuori dal tempo e protetto dal mondo. Anna arriva con sua figlia per qualche giorno di vacanza. In mezzo alla sua famiglia, ai loro amici e al personale di servizio, Anna deve gestire la sua recente separazione e la scrittura del suo prossimo film. Dietro le risate, la rabbia, i segreti, nascono rapporti di supremazia, paure e desideri. Ognuno si tappa le orecchie dai rumori del mondo e deve arrangiarsi con il mistero della propria esistenza.
Note di regia
Ecco in questo scritto di Valeria Bruni Tedeschi, riassunte le motivazioni che l’hanno spinta a girare questo film.
Da quando sono nata trascorro tutte le mie vacanze in una grande e bella proprietà in Costa Azzurra. È un luogo che sembra fuori dal tempo, protetto dal mondo esterno. Un giorno mio fratello mi ha mostrato un filmino in super 8 girato dagli ex proprietari sulla terrazza della casa. Si vedono delle persone, dei bambini che vanno in triciclo, che giocano con un cane, adulti che si fanno degli scherzi, si spruzzano con l’acqua, camminano in equilibrio sul bordo di una fontana. Le stagioni e gli anni passano, diverse date appaiono sullo schermo in basso a destra, il film copre diversi decenni. Le generazioni si succedono, i bambini crescono, alcune persone spariscono, appaiono dei bebè. Ma la vita sulla terrazza sembra sempre la stessa: bambini che corrono, adulti che li sgridano, mangiano, fanno gli scemi, ridono. Ad un certo punto si scorge in lontananza, nel mare, la cima di un sottomarino che avanza. Allora viene in mente il mondo, la storia che scorre lontano da questa casa. Guardando questo filmino mi sono resa conto che, come i vecchi proprietari, anche noi vivevamo in quella casa con l’illusione di sfuggire al mondo e al trascorrere del tempo. Le rocce, gli alberi, il mare, la casa, tutto è là, immutabile, mentre gli anni passano. E la storia resta sullo sfondo, anche se forse non troppo lontana, va avanti, violenta e folle. Mi piaceva raccontare la vita di un gruppo di persone in quella casa, la famiglia dei proprietari, gli amici e i domestici, la solitudine che prova ciascuno nonostante si trovi insieme ad altri, i rapporti di forza, le paure, la vergogna, la ribellione, i desideri, gli amori. Mi piaceva raccontare come ciascuna di quelle persone provi a tapparsi le orecchie per non sentire i rumori che arrivano dal mondo esterno, per ignorare il tempo che passa, la morte che si aggira nei paraggi, come ciascuno debba vedersela con il mistero della propria esistenza“.
 

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