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A teatro un Amleto in crisi identitaria

PERUGIA – Da domenica 5 fino a mercoledì 8 maggio, alle 21, al Teatro Morlacchi di Perugia, Smanie di Primavera prosegue con lo spassoso e sofisticato REPARTO AMLETO, scritto e diretto da Lorenzo Collalti, con un quartetto di giovani interpreti formato da Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella e Lorenzo Parrotto.

Già vincitore del Festival “Dominio Pubblico – La città agli under 25” nel 2017, Reparto Amleto ha superato i confini italiani per approdare sul palcoscenico del Ravensfield Theatre della Middlesex University, a Londra, nella patria del Bardo. La compagnia romana presenta la celebre vicenda di Amleto trasponendola ai giorni nostri e ambientandola in un ospedale, in cui il Principe di Danimarca si è recato in preda ad un attacco isterico, vaneggiando e sostenendo di aver visto il fantasma del padre. Il classico shakespeariano viene scomposto, attualizzato e trasformato in un coinvolgente ingranaggio teatrale grazie a un flusso continuo di dialoghi travolgenti, botte e risposte entusiasmanti, citazioni colte, riferimenti filosofici e battute ironiche che trascinano gli spettatori in un vortice di riflessioni e ilarità.

The Tragedy of Hamlet è forse l’opera più rappresentata, rivista e interpretata della storia. Lo è a tal punto da scoraggiare chiunque nella sua messa in scenadichiara il giovane regista Collalti – è proprio da questa riflessione che parte l’idea del testo. Se il personaggio di Amleto fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali siano i suoi obbiettivi? Questo è l’esperimento del testo: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare. Un Amleto talmente sfinito da farsi internare. Cos’è Amleto se non un ragazzino troppo piccolo per essere re, abbastanza grande da piangere la morte di un padre con un compito più grande di lui da portare a termine? Amleto viene presentato come un adolescente in preda ad infinite paure, debolezze, non si sente pronto di affrontare una sfida da uomo. Tutto questo diventa un pretesto per rileggere l’opera shakespeariana mantenendone le parti strutturali ma arricchendole della consapevolezza del novecento. Sono infatti gli autori del secolo scorso a influenzare questa nuova drammaturgia come Kafka, Durennmatt e Palazzeschi. Non solo nel ritmo serrato, nella costruzione paratattica delle scene e nell’assurdità del linguaggio ma anche nel vedere Il protagonista come l’immagine di una società di solitudine e alienazione. Un uomo colpevole soltanto di “esser nato per rimettere in sesto il mondo”.

Gli interpreti sono protagonisti di un congegno metateatrale che infrange i canoni del classico mettendo in risalto le nevrosi del Principe di Danimarca, il quale diventa emblema non del dubbio, ma di una crisi identitaria. Un testo intramontabile, umanizzato, modernizzato e rivisitato in chiave comica, che culmina in un varietà corale per restituire l’immagine di un Amleto “malato e sulla sedia a rotelle”, consapevole di essere finzione, che vorrebbe crescere, vivere, morire, ed è invece condannato al silenzio e all’inazione.

Mercoledì 8 maggio, dopo lo spettacolo, il pubblico è invitato al T-Traine (Borgo XX giugno 44) dove gli attori della compagnia presenteranno una loro selezione musicale.

 

 

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Claudio Bianconi

Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti.

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