Dal patrimonio ferito della Valnerina uno stimolo per la rinascita di luoghi straordinari

NORCIA – Una documentazione formidabile per la Valnerina, in un momento così complesso dopo il devastante terremoto del 2016. E’ quella che porta la firma di Vittoria Garibaldi, autrice dei 48 articoli pubblicati sul quotidiano “Corriere dell’Umbria” fra il dicembre 2016 e il dicembre 2017 che ora l’associazione Orfini Numeister ha voluto riunire nel volume “Un patrimonio ferito. La Valnerina” nell’ambito della propria collana editoriale Spazi, Momenti, Culture. Non poteva sfuggire questa occasione all’associazione folignate, sempre attenta alla valorizzazione dei territori e dei beni culturali attraverso la divulgazione di studi e ricerche, che da 25 anni si traduce nella pubblicazione di libri di prestigio. Come questo di Vittoria Garibaldi appunto, perché fin da subito non è sfuggito il valore documentale di un vero e proprio viaggio del cuore, dell’anima, delle emozioni compiuto nei luoghi prima e dopo il sisma del 2016 con l’intento di ricostruire l’identità, la storia, le magie di questi luoghi speciali. “Un patrimonio incredibile fatto di chiese e oratori, così come di semplicità nei dipinti sui muri, figure a cui  nei secoli ci si è attaccati nei momenti di difficoltà, peste o carestia che fosse” sottolinea l’autrice. Il cui nome è ben nome nel mondo dei beni culturali: figura apicale del ministero per i Beni culturali ha dedicato gran parte del suo impegno pubblico e personale a dare nuova vita alla Galleria Nazionale dell’Umbria (1988-2011), oggi uno dei venti musei più importanti d’Italia. E alle parole in questo libro di ben 336 pagine si accompagnano le immagini d’autore, fin troppo eloquenti, di Bernardino Sperandio, che nel suo lungo e appassionato impegno di fotografo ha potuto creare un importante archivio fotografico sui territori della Valle Umbra, della Montagna folignate e della Valnerina. Dalla chiesa di San Giovanni Battista di Vallo di Nera, al santuario della Madonna della Neve a Castel Santa Maria di Cascia; dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Savelli fino alla chiesa di San Benedetto di Norcia, diventata l’emblema di questa tragedia. Luoghi da sempre punti di riferimento per la gente.

“Un instant book” ha voluto definirlo Bruno Toscano nella sua prefazione, che si rivolge “a un pubblico, il più vasto possibile, e innanzitutto alle comunità dei luoghi devastati, per promuovere la consapevolezza che gli antichi abitati, le chiese, i monumenti a rischio sono tutti insieme i caratteri grazie ai quali i singoli luoghi meritano di essere riconosciuti, visitati, studiati e soprattutto vissuti”. Pagina dopo pagina, foto dopo foto, non si possono non provare sentimenti di dolore e impotenza per quel che è accaduto e per quel che si è perso; ma certamente non sentimenti di rassegnazione perché la storia insegna che la fierezza della gente di questi territori nei secoli ha saputo sempre ricominciare e ricostruire, trasmettendo alle future generazioni il bello dei luoghi, anche attraverso le opere d’arte. La sfida che oggi riguarda tutti noi.

“Un patrimonio ferito. La Valnerina”

“Siamo tutti con questa comunità – sottolinea Rita Fanelli Marini, presidente dell’associazione Orfini Numeister – la nostra parte è di dare visibilità al patrimonio e intervenire per quanto possibile almeno per salvare il salvabile. Siamo certi che questa pubblicazione potrà avere un ruolo in questo impegno solo se sapremo procedere con fermezza e a fianco delle istituzioni”. La prima presentazione del volume si è tenuta – e non poteva essere diversamente – a Norcia nella Sala della Valorizzazione, alla presenza oltre che di Vittoria Garibaldi e Bernardino Sperandio, del sindaco di Norcia Nicola Alemanno e del professor Roberto Segatori.

 

Giovanni Bosi
Giovanni Bosi

Appassionato lettore, è altrettanto impegnato a raccontare il mondo che lo circonda per condividere esperienze e conoscenze. Giornalista specializzato nel turismo, ha all’attivo anche tre libri.

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