Motta, Gazzelle, Tre Allegri Ragazzi Morti e I Hate My Village: ecco l’Umbria che spacca

PERUGIA – Oltre 30 band per un totale di 120 musicisti coinvolti sotto i riflettori dell’Umbria che spacca che, detta così, potrebbe addirittura intimorire ma che è invece un vero fiore all’occhiello nel panorama musicale di casa nostra. Arrivata alla settima edizione fa circuitare la migliore musica a livello nazionale. L’appuntamento, Vivo Umbria ve lo ha ricordato più volte è a Perugia il 5, 6 e 7 luglio  tra i Giardini del Frontone e la Galleria nazionale dell’Umbria.

 

Oggi, mercoledì 12 giugno, c’è stata la conferenza stampa di presentazione che ha confermato il cast: headliner Motta (6 luglio) e Gazzelle (7 luglio, unico appuntamento a pagamento), due dei nomi di punta dell’attuale panorama musicale italiano contemporaneo, e anche due formazioni simbolo della scena indipendente nazionale in programma per l’apertura del 5 luglio: una storica come i Tre Allegri Ragazzi Morti e una di recente formazione come gli I Hate My Village (in cui gravitano membri di Verdena, Bud Spencer Blues Explosion ed Afterhours). Senza dimenticare il collettivo artistico romano denominato Sxrrxwland in apertura a Gazzelle con il loro “avant-pop” di frontiera.

Alla conferenza stampa di ieri erano presenti Aimone Romizi, presidente dell’Associazione culturale Roghers Staff, Michele Fioroni, assessore del Comune di Perugia, Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria e Stefania Cardinali dell’Adisu.

 

 

L’Umbria che spacca 

Gli organizzatori hanno ribadito che la rassegna è in continua evoluzione “che sente forte l’esigenza di rappresentare i giovani e il loro universo. Per questo l’obiettivo della nuova edizione è quello di offrire agli utenti un programma sempre più variegato e di qualità. L’evento è organizzato dall’associazione culturale Roghers Staff con il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, dell’Adisu e in collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Cooperativa A Piccoli Passi e gli sponsor: Coop Centro Italia (main sponsor), Liomatic e Wild Turkey Bourbon (Gruppo Campari Italia)”.

 

La Galleria che spacca

‘L’Umbria che spacca’ si trasformerà anche quest’anno in ‘Galleria che spacca’ mostrando al pubblico del festival il suo lato più intimo con un palco allestito all’interno della meravigliosa sala Podiani, in pieno centro storico. Ancora tanta musica di qualità quindi dentro la Galleria nazionale dell’Umbria per un mix suggestivo di arte e note per tutti e tre i giorni di festival. La formula sarà sempre la stessa, visita guidata alla collezione della Galleria, concerto acustico e a seguire aperitivo di chiusura. Si inizia il 5 luglio con Willie Peyote, per poi proseguire il 6 luglio con Giorgio Canali e infine il 7 luglio con Umberto Maria Giardini. Gli artisti a loro modo, durante la visita guidata commenteranno i quadri e le opere in mostra, dopo la “critica” più tradizionale che sarà a cura del direttore della Galleria Marco Pierini. L’ingresso sarà ad ingresso gratuito ma riservato solo a 100 persone, per prenotazione tutti i dettagli su: www.umbriachespacca.it

 

L’Umbria che mangia

Per questa settima edizione grande attenzione verrà dedicata al cibo e alle degustazioni “Made in Umbria”, attraverso la collaborazione con L’Antica Focacceria Umbra, altra eccellenza locale ideata da Maurizio Biondini: norcino per asse famigliare, cuoco di strada per scelta, s’è inventato la “Focacceria Umbra” per far conoscere la focaccia umbra, sciapa per definizione, ma sfondo ideale per salumi prelibati affettati al momento. I “Salumi Antichi” sono il frutto di un’iniziativa dello stesso Maurizio per ottenere i gusti di una volta con lavorazioni moderne e sicure, progetto che ha coinvolto allevamenti, produttori di foraggi, laboratori alimentari e aziende umbre del settore.

Qualità, certo, ma anche solidarietà perché nel ricco menù proposto durante i tre giorni del Festival saranno presenti anche due importantissimi primi piatti come la Norcina e l’Amatriciana. Parte del ricavato da questi primi piatti andrà devoluto alle associazioni I Love Norcia e Disabili di Amatrice, in prima linea per sostenere i propri territori colpiti dal sisma. Una scelta di cui ‘L’Umbria che Spacca’ è molto orgogliosa perché è nei momenti difficili che ci si unisce, si condivide la bellezza e ci si rialza insieme.  

 

Band umbre

Non poteva mancare anche quest’anno il vero cuore pulsante del festival, ovvero il contest – riservato a band, solisti e producer umbri o con sede artistica nella regione – che offre per l’edizione 2019 una doppia possibilità: salire sui palchi per una delle tre date del festival, aprendo agli headliner di fama nazionale come Motta, Gazzelle e Tre Allegri Ragazzi Morti, ed avere la possibilità di essere selezionati per incidere un singolo nel nuovo studio di registrazione inaugurato presso L’Urban Club di Sant’Andrea delle Fratte. Coop Centro Italia, come main sponsor del festival, anche nel 2019 è partner dell’associazione culturale Roghers Staff nello sviluppo e nella promozione del contest, denominato a questo proposito “Co(op)ntest”. Il “Co(op)ntest” è un concorso musicale a partecipazione gratuita tramite il quale band provenienti dal territorio umbro vengono selezionate da una giuria tecnica composta da addetti ai lavori del mondo della musica live italiana. L’annuncio dei vincitori sarà fatto prossimamente.

Punto cardine dell’edizione 2019 saranno quindi, come sempre, le eccellenze musicali umbre: mai come in questi anni, è infatti importante mostrare al vasto pubblico del festival quanto l’Umbria sia una regione in grado di produrre cultura, bellezza e musica capace di muovere l’anima. Numerosissime le iscrizioni al contest che si sono completate il 6 giugno scorso: oltre 100 le band che hanno compilato il form sul sito ufficiale del festival a dimostrazione di un’Umbria musicale molto viva. Inoltre, per garantire ancora altre modalità di partecipazione al festival alla band del sottosuolo Umbro, per il sesto anno consecutivo L’Umbria che spacca in collaborazione con L’ADiSU ospiterà la finale di Unimusic, il concorso per band e producer iscritti all’università.

 

Mail-Art che spacca

Ultima grande novità dell’edizione 2019 del festival è la Mail-art. Questa arte postale ha il suo maggiore sviluppo verso la fine degli anni  ’80. Il tema è la condivisione tramite il mezzo postale di opere personali senza scopo di lucro che sono liberamente contaminate, ri-usate, e pure stravolte da soggetto a soggetto nell’ambito del network internazionale che si autoalimenta e si espande per i continenti. L’Umbria Che Spacca sarà inondata da 500 di queste piccole opere d’arte, formato cartolina, provenienti da tutto il mondo. Uno slancio internazionale importante, grazie all’impegno di Giovanni Romizi, già fondatore della rivista di racconti e mail art (mail – by soft – art ) Adenoidi pubblicata prima su carta e poi su floppy disk dal 1989 al 1991, che porta L’Umbria Che Spacca (anche se solo tramite posta per il momento) nei posti più impensabili di tutti i continenti. Tutti i continenti avranno il loro spazio all’interno dei Giardini del Frontone, a Perugia, il 5, 6, e 7 luglio 2019, grazie all’esposizione di queste vere e proprie opere d’arte.

PROGRAMMA

Venerdì 5 luglio:

Willie Peyote (Galleria Nazionale)

I hate my village + Tre Allegri Ragazzi Morti (Giardini del Frontone, Main Stage)

Sabato 6 luglio:

Giorgio Canali (Galleria Nazionale)

Motta (Giardini del Frontone, Main Stage)

Domenica 7 luglio

Umberto Maria Giardini (Galleria Nazionale)

Sxrrxwland + Gazzelle (Giardini del Frontone, Main Stage)

Nell’ottica di un festival attento all’ambiente l’organizzazione ha scelto di non stampare il comunicato stampa limitando così la produzione di carta.

Il press kit relativo al festival è scaricabile sulla home del sito del festival: www.umbriachespacca.it.

Contatti

Sito: www.umbriachespacca.it

Facebook: www.facebook.com/UmbriaCheSpacca/

Instagram: www.instagram.com/umbriachespacca/

Twitter: https://twitter.com/umbriachespacca

Danilo Nardoni
Danilo Nardoni

Seguo e “vivo” la cultura a 360 gradi, ed anche tutto ciò che per me è cultura. Amo l’Umbria e la “vivo” raccontandola e facendola conoscere, sia da appassionato che come giornalista professionista e comunicatore. Mi ostino a pensare analogicamente ma cerco di agire in maniera digitale.

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