Luigi Viva, la biografia su De André e la piazzetta che oggi Vitorchiano ha dedicato a Faber

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VITORCHIANO –  Siamo nel Viterbese, a Vitorchiano. Tra i 5.242  abitanti c’è Luigi Viva. E’ il giornalista e scrittore autorizzato da Fabrizio De André a scriverne la biografia e ad entrare dentro le opere che il cantautore genovese ha scritto e lasciato. Luigi Viva, romano, ora ha 64 anni e da un po’ si è trasferito in questo paese ai piedi dei monti Cimini e ovviamente regala aneddoti e storie piene di fascino a chi gli chiede di De André. Oggi, sabato 13 luglio 2019,  è un giorno speciale anche per lui : il sindaco di Vitorchiano, Ruggero Grassotti, ha deciso di intitolare una piazza a De André. Come vedete nella sequenza fotografica, c’è anche Dori Ghezzi.

Dori Ghezzi scopre la targa di Piazzetta Fabrizio De André assieme al sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti

E la festa ha inizio con tanto di banda musicale

Luigi Viva, Dori Ghezzi e il sindaco di Vitorchiano

Piazzetta Fabrizio De André

Che giornata è stata per lei, per Dori Ghezzi, per Vitorchiano…
“Una bella giornata – confessa Viva – e stare ora in questa piazzetta sarà un modo per sentire Fabrizio vicino. Anche Dori è stata davvero contenta dell’iniziativa perché sa quanto lui amava questi luoghi del Viterbese nei quali veniva spesso e volentieri.  Personalmente devo ringraziare il sindaco sia come cittadino di Vitorchiano acquisito che, istituzionalmente, come socio fondatore della Fondazione Fabrizio De André. E’ stata una giornata trascorsa piacevolmente, con semplicità e ricca di contenuti nella tavola rotonda che è seguita alla cerimonia”.
Un momento della tavola rotonda che è seguita all’inaugurazione di Piazzetta De André

Viva, in occasione dell’uscita di “Falegname di parole“, il libro che chiude la biografia di De André e che segue Non per un dio ma nemmeno per gioco, l’abbiamo intervistata per Gruppo Corriere e ci aveva detto che due cose le mancavano  più di tutte di Fabrizio: la affettuosità e lo stimolo a pensare.
Biografo ufficiale di De André: la copertina del secondo libro di Luigi Viva

“Proprio così. L’idea di occuparmi di lui mi venne nel 1990 e me ne convinsi dopo un’intervista che rilasciò a Vincenzo Mollica trasmessa dalla Rai in cui Fabrizio parlava delle nuvole e ho cominciato appunto a pensare anche a quello che lui asseriva riguardo l’influenza che il potere ha su tutti noi; mi interessava confrontarmi con lui specialmente  in un momento così plumbeo per l’Italia di allora.  Da lì i primi contatti e stimolanti confronti sulla politica; tant’è che mi diede l’assenso a scrivere la settimana in cui scoppiò Mani pulite, era il 19 febbraio 1992 a casa sua, a Milano. Ci siamo frequentati sempre più spesso, sono andato in Sardegna a correggere le bozze del libro e il nostro rapporto si è fatto intenso. Alla fine parlavamo molto di agricoltura  e poco di musica”.
Tutti elementi che fanno capire perché la sua biografia è diventata la bibbia per chi si interessa di De André: il primo libro a dicembre 2018 è arrivato alla edizione numero 22 e l’ultimo uscito pochi mesi fa è già alla seconda. Con “Falegname di parole” l’impegno preso con De André è stato dunque portato a termine.
“Fin dall’inizio l’intesa era quella di raccontare non solo la parte biografica ma approfondire il suo lavoro tecnicamente, del resto lui curava ogni minimo particolare dai testi alla musica, era alla continua ricerca della perfezione; da qui la presenza nel libro anche di spartiti e scritti originali”.
Scrivere Falegname di parole era inevitabile. 

“Nella biblioteca del Centro Studi Fabrizio De André del Dipartimento di Scienze storiche dell’Università di Siena, è stata trovata una bozza a firma del cantautore con annotazioni relative alla biografia che stavo scrivendo. Riflessioni importanti. Ne riferisco una per tutte: quando in una parte del libro mi soffermavo sulla attenzione di Fabrizio nei confronti degli ‘ultimi’ elencandoli, lui ha aggiunto a penna ‘e gli ignorati e perseguitati dal potere’ che è un concetto molto elevato e circostanziato del quale non si poteva tenere  conto nel valutare la sua opera”.

Bella la sua ricerca su un giovanissimo De André che amava il jazz. Lei racconta che il primo album comprato da Fabrizio fu “The Jimmy Giuffre 3” e che proprio il chitarrista Jim Hall divenne il suo idolo.
“Sì, la sua passione per il jazz lo portò anche ad acquistare la prima chitarra elettrica semiacustica Framus e poi a suonare con i Modern Jazz Group dove incontrò Luigi Tenco”.
Da qui anche il suo personale omaggio per il ventennale dalla scomparsa: VIVA/DE ANDRE’ presentato a Umbria Jazz Winter a Orvieto e poi a Milano.

“Certo e adesso ne verrà fuori un disco totalmente musicale con artisti straordinari: Francesco Bearzatti, Pietro Iodice, Giampiero Locatelli, Luigi Masciari e Alfredo Paixão”.

Impossibile per Luigi Viva e per tanti dimenticare De André e, doveroso, farlo riviere per come si può. Anche con una piazzetta dal belvedere struggente che, ora, porta il suo nome.

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