La memoria degli anni Cinquanta riaffiora con Gianni Coscia e Gianluigi Trovesi

PERUGIA – E’ andata in “scena” ieri alla sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria l’Italietta degli anni Cinquanta, i brani che l’Eiar, questa era la sigla della radio prima che subentrasse la Rai, passava, la nostalgia nei confronti di un’epoca che sembra lontanissima nel tempo, nelle consuetudini, nei costumi, negli stili di vita e che eppure oggi emana un suo fascino. Un esercizio di memoria per Gianni Coscia, fisarmonicista tra i più raffinati in Italia, fraterno amico di Umberto Eco e Gianluigi Trovesi di qualche anno più giovane, anche lui coinvolto in questo divertissement semiserio che riecheggia il titolo di un libro di Eco: “La misteriosa fiamma della regina Loana” trasformato per l’occasione dell’album della Ecm in “La misteriosa musica della regina Loana”. Gianni Coscia, l’artefice dell’iniziativa, prende spunto dal libro di Eco per ricalcare le vicende del protagonista del romanzo: un uomo che a causa di un ictus perde la memoria e che lentamente, ma progressivamente la ritrova grazie all’effetto rimozione che in lui provocano alcuni oggetti, ma soprattutto la musica della sua infanzia e della sua gioventù. Con lo stesso procedimento e andando in ordine sparso Coscia e Trovesi attingono da una “tavolozza” di coloriture a tinte lievi e dall’immenso archivio della memoria, brani come “Pippo non lo sa“,  l’Inno dei sommergibilisti, ma anche canti della Resistenza come “Fischia il vento”, tra un omaggio a Django Reinhardt composto nel 1954 da John Lewis, leader del Modern Jazz Quartet e Moonlight Serenade. I brani sembrano affiorare da una penombra limbica sino a definire il quadro di un mondo lontano che riecheggia tra i meandri dell’inconscio, tra i sogni giovanili di una generazione che ha vissuto, patito e gioito delle vicende dell’immediato dopoguerra.

Claudio Bianconi
Claudio Bianconi

Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti.

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