Applausi per il nuovo "Barbiere di Siviglia" del regista Paolo Rossi

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SPOLETO – Eccoci qui, siamo tornati in quel momento storico in cui andare a teatro equivaleva a creare uno spazio quotidiano ed esilarante e in cui era possibile distaccarsi dal presente. Così è stato ieri sera, 20 settembre, al Teatro Nuovo di Spoleto, alla prima del Barbiere di Siviglia diretto dall’attore Paolo Rossi alla terza prova con il Teatro Lirico Sperimentale, dopo il successo de Il matrimonio segreto (2010) e del dittico Alfred, Alfred/Gianni Schicchi (2014). Abituato il pubblico alla stravaganza, non poteva certo dare più sollievo il commissionato nuovo allestimento dell’opera di Gioachino Rossini, consacrazione del buffo e del celebre datato 1816. Rossini, studiando Haydn e Mozart, con il Barbiere utilizzerà le sue doti virtuosistiche per compiacere finalmente il teatro comico, va detto con il merito anche del librettista Cesare Sterbini che riuscì a conciliare le parole del testo, talvolta irriverenti, alla musica. Mentre il coro del Lirico è stato diretto da Mauro Presazzi, l’orchestra Otlis è stata diretta dal Maestro Salvatore Percacciolo che nella consueta conferenza stampa del pomeriggio aveva proprio posto l’accento su questo aspetto. “Fare Opera – aveva detto – non è solo cantare le arie ma seguire ciò che dice la musica, tenere vivo il ritmo”. Non facile per un’opera formata da due atti ma che dura tre ore. Un legame e un nesso che, nell’idea del direttore, l’orchestra ha sposato facendo sì che la musica integrasse l’azione scenica disegnata da Andrea Stanisci, i costumi di Clelia De Angelis con le luci di Eva Bruno. L’intento di Rossi pertanto, i cui assistenti alla regia sono Emanuele Dell’Aquila e Lisa Nava, più volte anticipato dai giornali di questi giorni, è stato quello di approfondire in modo “tortuoso” e forse “ambiguo” l’arte nel teatro, esasperando il punto di vista originario, rivoluzionando il teatro sperimentale con una trasposizione dell’opera che nell’attualità fosse il più vera e possibile e arricchita di citazioni moderne. Scelta che sembra essere piaciuta al pubblico che, non solo ha applaudito ad ogni aria, ma alla fine si è levata entusiasta fin da sopra i loggioni. Merito senz’altro dei protagonisti, i cantanti vincitori dei Concorsi “Comunità Europea” del Lirico Sperimentale e i cantanti scritturati per l’occasione che, essendo questa l’opera che andrà in tournée regionale, si alterneranno sul palco. I protagonisti del debutto serale di ieri, dopo le prime tre giornate dedicate alle scuole grazie al progetto Operaplay chi è di scena? che ha l’obiettivo di far conoscere e incentivare la cultura musicale tra i più giovani, sono stati il tenore Gianluca Bocchino nel Conte di Almaviva, colpo di teatro e canto, la soprano Susanna Wolff in Rosina, il baritono Ciavarelli in Figaro, il baritono Simonetti in Don Bartolo, la soprano Tosca Rousseau in Berta.
La profonda trasformazione che seguì il XVIII secolo dunque si approcciò ad un ascolto della musica differente, più diretto alla situazione storica, facendo esplodere letteralmente le strutture tradizionali che fino ad allora si erano susseguite. Lo stesso è valso per l’esperimento di Rossi che dai commenti in sala ci sembra riuscito, quel suo “voler prescindere dall’opera in sé, utilizzando materiali utili nelle rappresentazioni “d’emergenza” e richiamando alla memoria ciò che la formazione da perito chimico gli ha lasciato, com’è lui stesso a dire: “Mi viene naturale combinare le varie cose per vedere che cosa ne esce e, come diceva mia nonna, bisogna lavorare su quello che c’è e di quello che c’è non manca niente”.
 
Le repliche spoletine al Teatro Nuovo si svolgeranno questa sera alle ore 20.30 e domani, 22 settembre, alle ore 17. Dopodiché l’opera partirà per il consueto tour regionale facendo la prima tappa ad Assisi al Teatro Lyrick il 23-24 settembre alle ore 20.30 e il 25 settembre alle ore 10 per le scuole, si continua a Città di Castello al Teatro degli Illuminati il 26 settembre alle ore 20.30, poi a Todi al Teatro Comunale il 27 settembre alle ore 20.30 e infine ad Orvieto al Teatro Mancinelli il 28 settembre sempre alle ore 20.30.
 
 
 

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