Antonio Mezzancella su Radio 2 e presto in tv a "Tale e Quale Show"

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Antonio Mezzancella si racconta tra gli impegni in radio ed in televisione

PERUGIA – Da Eros Ramazzotti a Francesco Renga, da Enrico Ruggeri a Mika, da Tiziano Ferro a Fabrizio Moro: sono solo alcuni dei cantanti che imita Antonio Mezzancella, perugino doc e vincitore dell’edizione 2018 di “Tale e Quale Show” (in onda su Rai 1). Classe 1980, ha cominciato a lavorare nei villaggi turistici come imitatore e si è avvicinato al mondo dello spettacolo dopo il 2004, anno in cui ha vinto il Festival di Castrocaro Terme. Subito dopo ha cominciato a lavorare in radio per emittenti importanti come M2O, Radio 105, Radio Uno e Radio Deejay. E’ appassionato di musica e ha fondato il gruppo dance Italian Disco Mafia. Dal 2014, inoltre, fa parte della Nazionale cantanti. Nel 2015 ha partecipato a “Tu sì que vales“, talent show di Canale 5, conquistando il secondo posto, facendosi così conoscere al pubblico della televisione.
Antonio Mezzancella si racconta tra gli impegni in radio ed in televisioneAntonio, da questa estate hai cominciato una nuova avventura in radio, di che si tratta?
“E’ nata in seguito la disavventura che hanno avuto i miei due colleghi radiofonici, Pippo Lorusso e Dj Osso, con lo stop della trasmissione radiofonica M2O. Io li ho chiamati e, visto che sono miei amici da diversi anni, gli ho proposto di fare un programma nuovo e portarlo a Radio 2. Loro sono rimasti subito entusiasti ed abbiamo fatto puntata zero, in seguito alla quale ci hanno chiamato. Così è nata questa trasmissione, che si chiama ‘Tutti nudi’ e che va in onda tutti i sabato e domenica dalle 13,45 alle 16. Sono 2 ore e un quarto diretta in cui io co-conduco insieme a Pippo, lui è un conduttore molto frizzante brillante, mentre Dj Osso impreziosisce le puntate con con i suoi mashup incredibili. Io, oltre alla conduzione, faccio mille imitazione, poi facciamo il momento ‘Tale e quale’, dove invitiamo gli ascoltatori a suggerirci un nome di un cantante e fargli cantare. C’è la ricetta cantata dalle vip, c’è il collegamento con Pupo, che in realtà sono io, insomma ci sono tante belle rubriche e tanta interazione col pubblico. Questo è il nostro ‘Tutti nudi‘ su Rai Radio 2″
Quali sono i tuoi prossimi programmi in televisione?
“Dovrò partecipare alle ultime tre puntate di ‘Tale e quale show’, in cui io rientrerò nel torneo. I primi tre uomini e tre donne classificati della scorsa edizione si affrontano con i primi tre uomini e tre donne di questa edizione. Da fine ottobre, quindi, io sarò a ‘Tale e quale show‘ per tre puntate. Poi ci sono altri progetti che però ancora, in quanto tali, non si possono dire”.
Tra le trasmissioni a cui hai partecipato qual è quella di cui hai un ricordo più caro? Perché?
“Le trasmissioni a cui ho partecipato mi hanno lasciato tutte qualcosa, qualche insegnamento. Ognuna ha una sua storia. Però quella che mi ricordo e che mi ha dato la più grande emozione è stata ovviamente la mia prima, in assoluto, diretta Rai, su Rai 1 in prima serata. Avevo 24 anni e partecipavo al Festival di Castrocaro. Mi ricordo che hanno chiamato il mio nome ed io vedevo questo palco da dietro, da lontano, e mi tremavano veramente le gambe, come come quando stai per svenire. Quella è stata l’emozione più forte che ho avuto. E’ una sensazione che ancora mi ricordo”.
Qual è il personaggio che imiti e che ritieni di fare meglio? E quello a cui tieni di più?
“Noi imitatori abbiamo tutti dei cavalli di battaglia. Il personaggio che forse faccio meglio di altri, anche perché me l’hanno detto praticamente in tanti, compreso il diretto interessato, è Eros Ramazzotti. Quindi, automaticamente, è quello a cui tengo di più ma perché mi ci ritrovo anche un po’ nei tratti somatici, me lo sento proprio mio. E poi, da da qualche anno, lo conosco anche personalmente e c’è un affetto vero”.
Ti è capitato che qualcuno dei cantanti che imiti non sia rimasto soddisfatto e te lo abbia detto? Ed uno che ti abbia elogiato più degli altri?
“No, almeno nessuno me lo ha detto, per fortuna. Mentre chi mi ha elogiato di più per averlo imitato, probabilmente, è stato Enrico Ruggeri. Una volta eravamo con la Nazionale dei cantanti e mi fecero fare la sua imitazione davanti a lui e mi ricordo che rimase molto colpito e mi ha detto: ‘Eh, ma lo sapevo già che mi sapeva imitare'”.
A chi vuole intraprendere la tua professione cosa gli consiglieresti?
“Io consiglierei a tutti di fare la gavetta, che adesso nessuno la vuole più fare. Tutti vogliono andare subito in televisione per diventare famosi, perché sono già tutti convinti di saper fare le cose. Con questo non dico che io sia convinto di saperle fare, anzi. Cerco sempre di stare con i piedi molto per terra perché so che c’è sempre chi ne sa di più. Però tanti giovani di oggi non lo pensano. C’è tanta gente che mi scrive anche sui social dicendomi ‘ma io vorrei andare in televisione‘, oppure ‘vorrei fare questo’. Io ascolto qualcosa che fanno e sento una grande, diciamo, inesperienza, un livello che è molto da migliorare. Eppure tanti credono di saper già fare perfettamente quello che intendono fare: sia come imitazione, sia come presentazione, sia come cantante, in tutti in tutti i campi. Quindi, a chi vuole iniziare, raccomando di essere molto autocritico, di non essere convinto di saper già fare tutto perché non è così. Si rischia di vedersi solo porte chiuse in faccia”.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
“Il mio sogno nel cassetto è quello di condurre un programma, in prima serata, possibilmente un varietà, dove posso anche esprimere i vari lati di me. Oltre condurre la serata, mi piacerebbe anche cantare, imitare e muovermi come meglio credo durante questa serata. Un quiz già l’ho già condotto ma mi piacerebbe condurre un vero e proprio varietà. Tanto – conclude con simpatia Antonio Mezzancella – questo è un sogno nel cassetto e quindi si può dire di tutto”.
Antonio è molto sensibile al tema della solidarietà e mette volentieri la sua persona e la sua bravura a disposizione di chi ne ha bisogno. Ha preso parte a serate di beneficenza a favore di molte associazioni umbre come, ad esempio, il Comitato per la vita Daniele Chianelli ed Avanti Tutta, dell’indimenticato Leonardo Cenci.

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