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Festa della Rete: Perugia è social, ma deve fare di più

PERUGIA – Ottantamila euro e un’eco che Perugia ottiene solo nelle grandi occasioni: Umbria jazz, Festival del giornalismo, Eurochocolate. Promoter e “autore” che si è conquistato questo spazio importante è Matteo Grandi, già direttore di Piacere Magazine, ma da sempre impegnato nell’indagare i meccanismi che muovono le rete, i suoi protagonisti, i talenti emergenti, problematiche comprese. Grandi, al termine della Festa della Rete, tre intensi giorni in cui sono stati scandagliati vizi e virtù del Web e dei social, in cui si è data vita anche a intensi momenti di spettacolo e in cui si è parlato di tematiche ambientali, bufale, cybersecurity, intelligenze artificiali, è abbastanza soddisfatto. Quantifica l’affluenza alla festa – e non festival tiene a precisare – sui numeri della scorsa edizione (circa 5.000 presenze), parla di un budget di circa 80 mila euro che dovrebbero diventare 200 mila se si volessero “fare le cose fatte bene” e individua alcuni punti deboli da rafforzare per il futuro: prima di tutto quello della comunicazione analogica, vale a dire testate giornalistiche quotidiane e non, non molto attente a quanto accade nel mondo delle rete e a tutto quello che orbita attorno al Web. Poi la tivù, anch’essa un po’ disattenta forse perché sente vacillare i primati di audience, soprattutto tra le nuove generazioni.

Festa della Rete, quando l’impegno ambientale diventa intrattenimento

Insomma, Matteo Grandi è moderatamente ottimista per il futuro della Festa della Rete, è quasi del tutto certo che il  prossimo anno avrà di nuovo Perugia come location, nel frattempo sogna di avere Will Smith come star internazionale tra i suoi ospiti,  ma non rinuncia a “mettere il dito nella piaga” di Perugia soprattutto in riferimento alle strutture che la città è in grado di offrire con un “teatro Pavone chiuso, un Turreno di cui ancora non si scorge un futuro certo e un auditorium di San Francesco al Prato con i battenti ancora chiusi e alle prese con problemi strutturali che ne impediscono una utilizzazione polifunzionale. Poi la battuta finale che ricalca un tweet di Eugenio Guarducci: “Finita la Festa della Rete ora inizia a Perugia la festa del materasso, si va in letargo”. E questo per “una città vocata ai grandi eventi – conclude Matteo Grandi – non è un problema che può essere sottovalutato”.

Camihawke alla Festa della Rete: “Perugia e l’olio umbro sono le mie passioni”

Claudio Bianconi

Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti.

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