Fa bella mostra di sé l'antico stendardo ora restaurato dei Santi Patroni del castello di Sacrato (Precetto)

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FERENTILLO – Di una eleganza unica lo stendardo processionale in bella vista, (dopo il restauro conservativo), raffigurante i Santi Patroni del castello di Sacrato oggi Precetto. Lo stendardo è dipinto su tela di grandi dimensioni, realizzato in ambo le facce raffiguranti nel primo il martirio di Santo Stefano nella seconda i Santi Antonino, Illuminata e l’Assunta. Il bellissimo stendardo ritrovato nella soffitta della sacrestia della chiesa di Santo Stefano, è stato oggetto di un accurato intervento conservativo qualche tempo fa e oggi si può ammirare sulla parete di destra dell’ingresso della chiesa. Sulla parte principale come detto e raffigurato il Martirio di Santo Stefano tra i suoi aguzzini. In alto tra nuvole l’apparizione della SS. Trinita. Bellissima la realizzazione dei soggetti raffigurati, eleganza di stile e resa dei colori vivaci e caldi. Il Santo, al centro, in ginocchio nell’atto di subire il martirio, è attorniato da soldati che lanciano le pietre. In basso, su una finta lapide è inciso: NICOLAO  DE AMICI MACERATENSIS PINXIT  TEMPORE D.S. SANTI PISCITELLI CAMERARIS A.D.1722. Sulla seconda faccia dello stendardo sono stati raffigurati i Santi Antonino, Illuminata e in alto, al centro, tra nuvole e teste cherubiniche l’Assunta. Lo stendardo è rifinito tutto attorno, da una raffinata greca, dipinta con racemi e fiori di cardo. La chiesa in questione è quella edificata sopra la cripta trecentesca del cimitero museo delle Mummie. Di impianto cinquecentesco, a tre navate divise da colonne, fu abbellita e adornata di tele e stucchi nel XVII/XVIII. Al centro, nell’abside la grandiosa tela raffigurante il Martirio di Santo Stefano di Giuseppe Rosi di scuola marattesca (XVIII secolo) mentre, altro dipinto in affresco, come l’adorazione dei pastori, è di Perino Cesarei (scuola del Pintoricchio) che lo realizzò nel 1577. Ma torniamo allo stendardo. L’ autore, Nicola De Amicis, appartenente ad una cerchia di artisti marchigiani di raffinata e comprovata bravura, è anche l’autore della tela raffigurante la Madonna di Loreto tra i Santi Francesco e Stefano sull’altare della famiglia Mancinelli nella chiesa di Sant’Antonio a Monterivoso.

L’ artista, al soldo del Camerario Piscitelli del castello di Sacrato (Precetto), ha lasciato una impronta notevole del suo passaggio in Valnerina, tanto che fu a lui commissionato questo lavoro dalla famiglia di Agnorillo Mancinelli di Casalrivoso (Monterivoso). Tutte e due i dipinti risentono dello stile settecentesco di altri lavori resi su tela, presenti in altre chiese del territorio umbro a confine tra Abruzzo, alto Lazio e Marche. Influenze che vedono lo stile inconfondibile della prolungata stagione marattesca.

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