fbpx

Patti Smith: “Ho voluto suonare a Spoleto per la sua storia, la sua cultura e perché mi andava”

SPOLETO – E’ Grateful ad aprire il concerto in un silenzio carico di attesa ed emozione in un Teatro Nuovo con soli posti in piedi. Patti Smith indossa giacca, pantaloni e scarponcini neri. Spiccano i suoi capelli argento e soprattutto il fascino di una voce che è mito. Muove le mani con una grazia coinvolgente, a chiamare verso sé il pubblico, apre le braccia armoniosamente: è l’avvio del rito della musica di cui lei è, per tutti, la sacerdotessa.

 

 

 

 

 

Poi è la volta di Ghost dance, Wing, My blaken year, Dancin barefoot, Mother nature’s son… suonate in perfetta simbiosi con  Tony Shanahan  alla chitarra acustica e al basso, mentre la figlia di Patti, Jesse, accompagna al pianoforte.  C’è un clima complice che si stabilisce subito tra il palco e la platea, merito di una artista dal grande carisma, dalla voce capace di reggere un brano con due soli accordi, Re maggiore e Re diminuito.

Colpisce la sua capacità di coprire il palcoscenico: quando si toglie la giacca e poggia il piede sulla cassa spia, è la volta di Because the night: impossibile restare seduti e c’è chi corre verso Patti Smith e inizia a battere le mani sulle tavole del palco. Il bis è travolgente: People have a power. Il teatro Nuovo canta, insieme, unito sotto la direzione di una artista che continua a fare la storia del rock, magnetica, affascinante.

Riceve un mazzo di fiori, alla fine del concerto, che gradisce e divide con la figlia Jesse.

 

Al termine di una serata memorabile Patti Smith raggiunge autorità, giornalisti fan che l’aspettano. Con garbo riceve e ringrazia la targa consegnatale dal sindaco Umberto De Augustinis e dall’assessore Ada Urbani; anche una delegazione della Fidapa le consegna un riconoscimento. Lei è cortese con tutti: “Sono venuta a Spoleto per la storia e la cultura che ha e che è conosciuta in tutto il mondo e perché ne avevo voglia”.

 

La sacerdotessa saluta, stasera sarà a Ravenna per abbracciare di nuovo il suo pubblico, la sua gente. E cantare, ancora.

Avatar
Riccardo Regi

Direttore di VivoUmbria.it. Perugino, laureato in Lettere, giornalista professionista dal 1990, vice direttore dei Corrieri Umbria, Arezzo, Siena, Viterbo, Rieti per 18 anni.

Non ci sono ancora Commenti

I commenti sono chiusi