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Piermatteo D’Amelia, le sue opere in prestigiosi musei del mondo ma al Caos di Terni il pezzo più importante

TERNIPiermatteo di Manfredi detto D’Amelia o di Amelia,  (1445/1448 – 1508). Il suo nome appare per citazione alla scuola di Filippo Lippi, dove lavoro agli affreschi nell’abside della cattedrale di Santa Maria Assunta a Spoleto. Qui e’ raffigurato insieme a fra Diamante e Filippino, figlio dodicenne di Filippo Lippi.  Del 1469 e’ l’ Annunciazione commissionata dai frati minori per il convento dell’Annunziata di Amelia. Successivamente alla Porziuncola di Assisi (nel 1880 fu venduta a Isabella Steward Gardner e conservata al museo di Boston). Le conoscenze romane, in ambienti papali,  si devono sopratutto alla famiglia Geraldini di Amelia, tra il 1479 -1480.

A Roma alla corte del Papa, infatti,  il cielo della volta della Sistina fu da lui realizzato, ma successivamente coperto dagli affreschi di Michelangelo. Tra il 1480 – 1482 attivo a Orvieto  come decoratore e doratore di arredi sacri. Del periodo e’ l’Ancona su commissione degli Agostiniani realizza per la chiesa di Sant’ Agostino. Opera successivamente selezionata in vari pezzi, alcuni dei quali andati ad arricchire i musei  statali di Berlino, Altemburg e di Philadelphia.

Nel periodo, ad Orvieto, gli fu commissionato la decorazione della cappella di San Brizio poi affidata a Luca Signorelli. Nel 1483 realizza a Narni l’affresco della Madonna col Bambino tra le Sante Lucia a Apollonia. A Roma nel 1485 e’ alla corte dei papi Innocenzo VIII e Alessandro VI. Ricevette anche incarichi civici e politici. Nel 1497 viene nominato conservatore della citta’ di Fano. Nel 1503 Soprintendente a Civita Castellana. Federico Zeri, un grande studioso ed estimatore di Piermatteo,  lo definì, “uno dei più eminenti, accanto al Perugino, della pittura umbra della seconda meta’ del ‘400”. Alla Pinacoteca di Terni, e’ visibile uno dei suoi capolavori: il “Polittico dei francescani” realizzato negli anni 1483 – 1485. L’ opera fu commissionata dai frati francescani per la chiesa di San Francesco a Terni. L’ attribuzione si deve a Piermatteo, tramite il contratto stipulato tra lui e i frati. Il Polittico e’ organizzato in una ricca cornice dorata e si compone di varie parti. In quella centrale, inquadrato a un portico con archi su due colonne tortili, e’ la Madonna in trono col Bambino nudo.

La scena rappresenta la “sacra conversazione” tra la Madre, il Figlio e i quattro Santi posti due a sinistra e due a destra lateralmente. Nella lunetta e’ raffigurato l’Onnipotente benedicente affiancato lateralmente da due angeli. Nella predella sono distinte 5 formelle, separate da pilastrini e candelabre raffiguranti la passione di Cristo. Tutta la critica e’ concorde che in questo Polittico si leggono tre stili che hanno condizionato Piermatteo: “uno stile capace di coniugare il delicato naturalismo di Filippo Lippi con il classicismo del Verrocchio e l’impianto di Antoniazzo Romano”. Varie sono le attribuzioni di opere nel comprensorio umbro/laziale: Toscolano, Avigliano Umbro, Porchiano, Amelia, Montecolvello (VT) Sipicciano, Castiglione in Teverina, Vasanello (VT).

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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