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Direttamente dal Pollino arriva un carnevale al ritmo della tarantella

PERUGIA – Tarantarci Perugia in collaborazione con l’Associazione Lucana in Umbria e Villa Taticchi è lietissima di annunciare un evento che dire bello è dire troppo poco.
Direttamente dal Pollino è in arrivo per tutti noi una carovana di suonatori calabro lucani, danzatori e maschere tradizionali di Alessandria del Carretto per farci respirare appieno l’atmosfera inconfondibile del carnevale di quelle terre.

Il bello è che sarà l’occasione perfetta per imparare da loro la tradizionale tarantella per poi fare festa tutti insieme e ballare, ballare, ballare.
E se il tempo sarà clemente la festa continuerà domenica 16 febbraio per sfilare tutti quanti in maschera per le vie del centro storico.

Per sabato 15 febbraio è previsto uno stage al Cva San Erminio e quindi una cena, un concerto e una festa in maschera a Villa Taticchi a Ponte Pattoli
Anche stavolta la giornata si articolerà in un primo momento di stage e uno successivo dedicato, ovviamente e come sempre, a mangiare, bere, suonare e ballare.
Ah, essendo Carnevale le maschere saranno ben gradite.

Domenica 16 febbraio è prevista invece una sfilata di carnevale a Perugia, in corso Vannucci. Appuntamento alle ore 11 in Piazza Italia, da lì partirà la sfilata lungo corso Vannucci fino alle ore 13

In caso di maltempo la sfilata sarà annullata.

Sempre sabato 15 febbraio è in programma inoltre uno stage di tamburello al Cva San Erminio dalle ore 15 alle 17; uno stage di danza dalle 17 alle 19,30 e una cena calabro-lucana a Villa Taticchi a cominciare dalle 20,30.
Dopo cena sarà ovviamente festa.
E’ inoltre prevista la possibilità di pernottare in Villa.

Il Carnevale

Il Carnevale di Alessandria del Carretto (Cosenza) è uno dei più antichi di tutto il Sud Italia e mette in scena un vero e proprio spettacolo teatrale greco in un clima di festa, in attesa dell’arrivo della Primavera.
È caratterizzato da una maschera magica, dalla storia controversa: I “Połëcënellë” (I Pulcinella) con il loro colorato e prezioso abito, sfilano per le vie del paese esibendosi in danze propiziatorie affascinando i visitatori e la stessa comunità.

La storia: secondo la tradizione, i Połëcënellë Bielle rappresentano la figura dei Belli, l’apollineo, l’impulso e la bellezza mentre i Połëcënellë bruttë rappresentano lo disorganizzazione e il frastuono. La maschera dei belli era legata a determinate famiglie di Alessandria che tramandavano l’arte del vestirsi e del ballo di padre in figlio. La loro arte era riconosciuta dalla comunità e motivo di orgoglio e distinzione. Il copricapo, la maschera lignea e lo scriazzo erano di proprietà del pulcinella, mentre, il resto dell’abbigliamento veniva prestato per l’occasione, solitamente dalla famiglia di cui il pulcinella era legato dal vincolo sentimentale.
Il corteo de I Polëcenellë Brutte era in passato accompagnato dalle zampogne a chiave, il loro ballo era disordinato, stereotipava movimenti grotteschi. Entravano in scena non appena i belli andavano via. Le due figure non entravano mai in contatto. La messa in scena dei Belli e Brutti è una lotta rituale, tra la povertà e la ricchezza, tra l’inverno e la primavera, tra il buio e la luce, tra l’ordine e il disordine.

Un’altra maschera è rappresentata dall’Ursë un uomo robusto camuffato da animale con caratteristiche ed elementi che ne esasperano le fattezze brutali. L’Ursë rappresenta la forza oscura della natura e del bosco, l’entità mostruosa che va domata. Infine il Coremmë, incarnazione della Quaresima, è la figura che indica la fine del periodo carnevalesco. Indossa l’abito nero del lutto con il viso tinto dal nero fumo.

Il Carnevale di Alessandria Del Carretto è un vero e proprio Carnevale autentico capace di far immergere gli spettatori negli usi, costumi del borgo, il più alto del Parco nazionale del Pollino. Non solo, questa ricorrenza è un momento di riscatto della comunità ed i suoi giovani riuniti in paese per la preparazione delle tradizionali maschere. Un luogo dove tradizione e leggende si confondono.

I Totarella 

Saranno con noi parte dei Totarella: Antonio Arvia: organetto, zampogna a chiave, tamburello;  Saverio Marino: voce, fiati;  Paolo Napoli: voce, organetto, chitarra battente; Pino Salamone: zampogna a chiave, surdulina; Domenico Miraglia: tamburello.

Totarella è il nome che le genti del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria, attribuiscono ad un oboe popolare, altrimenti conosciuto come Ciaramella e che accompagna le tipiche zampogne a chiave e surdulina.
Il suo suono è acuto, come un grido che irrompe nell’aria a risvegliare nelle coscienze un’identità culturale sopita, ma mai rimossa.
La scelta del nome è rivelatrice del progetto culturale e musicale del gruppo, che nasce dall’incontro di differenti esperienze maturate lungo il confine calabro-lucano.

Il gruppo Totarella si caratterizza, oltreché per la fusione di questi due mondi confinanti ma autonomi, anche per aver imparato i brani tradizionali direttamente dai depositari.

Accomuna suonatori provenienti da Terranova del Pollino (Potenza), Alessandria del Carretto e Canna (Cosenza). Il grande merito del loro lavoro musicale consiste nell’essere riusciti a mantenere in vita un repertorio di canti, suonate e balli tradizionali unico, ossia legato ad un patrimonio tramandato oralmente e per questo non contaminato, né da derive commerciali, né da filtri accademici.

Il loro bagaglio culturale si è sempre nutrito dell’eredità musicale pastorale e contadina trasmessa da anziani suonatori e grandi maestri come Carmine Salamone, Andrea Pisilli, Leonardo Lanza, ripresa da giovani artisti talentuosi del calibro di Paolo Napoli e Antonio Arvia. Questo inscindibile legame col passato fa dei Totarella una delle espressioni più autentiche e significative del patrimonio musicale tradizionale dell’area del Pollino.

Per info stage:
@Daniela 328 1866952

Per info cena:
@Novello 349 3423272

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Redazione Vivo Umbria

Vivo Umbria: arte, cinema, danza, folklore, musica, letteratura, teatro sempre in primo piano

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