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Tra arte e boschi in Valnerina una chiesa e un paese dedicati a San Valentino

Visioninmusica_LA VOCE DELLA TERRA
SCHEGGINO San Valentino patrono dell’Amore universale, non e’ solo associato alla città di Terni, della quale e’ anche il patrono, ma anche a tutte quelle realtà dove viene praticato il culto al Santo tramite una chiesa, una cappelletta, un eremo.
Se Polino annovera tra i sui patroni il Santo dell’ Amore, Scheggino ha proprio una frazione a lui dedicata:  San Valentino appunto, lungo la statale Valnerina.
Anticamente era una frazione, quando Ceselli era comune, insieme a Puntiglia, lo Schioppo, Cese, Monte San Vito, Civitella, passando poi tutti sotto il comune di Scheggino. L’abitato si può scorgere sulla destra subito dopo pochi tornanti dal ponte sul Nera di Terria. E’ posto sul confine tra le province di Terni e Perugia.
Al centro del paesino, che si ripopola in estate, dopo un arco, la chiesa romanica su una piazzola, con facciata a due spioventi, campaniletto a vela, una piccola bifora sopra la porta di accesso. E’ stata realizzata tutta in pietra. A navata unica con copertura a capriate. Un piccolo vano come sacrestia passando dal presbiterio. La chiesa presenta una piccola abside del XII secolo. Un tempo tra le case era situato anche un ospizio per i pellegrini a località la Croce (come ricorda il Vescovo Lascaris) e anche una piccola chiesa dedicata a Santa Lucia. Un tempo si presume che anche qui fosse  situato una cella monastica. Nel 1190 passo’ sotto l’Abbazia di San Pietro in valle,  confermata nel 1231 da Papa Gregorio IX; (Il Pelosius) invece afferma che nel XVI secolo e’ sotto il Plebato di Civitella. Ma passiamo alla descrizione dell’ interno suddividendo i dipinti a sinistra, a destra e nel presbiterio.

Nella parete sopra l’altare, nel presbiterio e’ rappresentato una Cricifissione tra Madonna Addolorata i Santi: Giovanni Evangelista, Lucia, Felice, Valentino, Caterina d’Alessandria. Sotto i loro nomi scritti in lettere gotiche. Il dipinto e’ stato realizzato da un pittore locale nel 1474. Al centro, proprio sopra l’altare una Madonna col Bambino, due angeli che alzano una tenda. Il dipinto e datato 1560. A sinistra sono figurati San Valentino e a destra doveva essere un San Biagio. Affreschi di autori di corrente pittorica toscana e abruzzese. Nella parete di sinistra i dipinti per lo più ex voto, si sviluppano su due registri: in alto un Sant’Antonio Abate e una Madonna della fine del XV sec; un San Rocco con la scritta:  PIEREMILIO F.F. PER VOTO 1526, a seguire, altro San Rocco: 1526 ULIVIERI  E PICCHIU DE GERONIMI  F.F. PER VOTO. Dopo il pilastro sono  affrescati due Santi:

Antonio Abate e la Madonna in trono col Bambino dove nel cartiglio e scritto EGO SVM VIA 1500.
Il registro termina con le figure votive di San Michele Arcangelo con lunga tunica che pesa le anime. Sopra la porta del vano sacrestia e’ dipinto un San Giovanni Battista.  Il secondo registro inizia con una Madonna che allatta il Bambino Gesu’ del XV secolo. A seguire un trittico della Madonna in trono che tiene il Bambino benedicente, sono dipinti della seconda meta’ del XV secolo. Segue un Sant’ Antonio Abate vicino ad una Santa forse  una Maddalena. Sulla parete di destra si inizia il ciclo pittorico con la Madonna Col Bambino di ascendenza senese e la scritta: HOC OPUS FECIT FIERI TIRESIA MANECTI 1474. Seguono altri i due Santi Pietro e Paolo del XVI sec; una Santa Lucia e un San Sebastiano patrono contro la peste del 1487;  nel fornice tra i due archi, un ex voto a San Gregorio Magno benedicente dal volto giovanile del 1487. Presso la parete dell’entrata altri votivi, un trittico con la Madonna col Bambino e i  Santi Sebastiano con 13 frecce e Rocco, sotto  la scritta: COLLECTIS PER MASSARIOS ISTIUS AD HONOREM B.V.M. ET S. SEBASTIANI ET S. ROCHI PER VOTO (1470 c.a.), l’ affresco e’ opera di pittori locali. La parete termina con un piccolo San Rocco e la scritta: JULIANA UXOR GERONIMI PER VOTO (1526 c.a). Nomi illustri della pittura rinascimentale a detta dei ricercatori e cultori di storia locale, in questa chiesa di San Valentino di Ceselli, non sono rintracciabili ma e’ pur vero che varcare l’accesso di questo modesto edificio, tra i monti, lungo il Nera e’ sempre un piacere, per temprare lo spirito e respirare l’aria pura. Una passeggiata fin qui,  il 14 febbraio, magari in compagnia, e’ consigliata.
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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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