Il grande patrimonio artistico di Sellano salvato dal terremoto

SELLANO – Al museo diocesano di Spoleto esposte le meravigliose opere d’arte provenienti dalle chiese del territorio dell’alta Valnerina salvate dalla distruzione degli eventi sismici. Tra le numerose opere  figurano pezzi pregiatissimi provenienti dalle chiese di Sellano tra tutte la Pieve, flagellata da continue scosse telluriche e restaurata, ma ancora lesionata dall’ evento del 2016.
La Pieve di Sellano, risale al periodo della edificazione del castello, quindi verso il XIII sec. L’ edificio pero’ fu ampliato a due navate nel XVI secolo a spese della comunita’ usufruendone dello juspatronato.
Le navate furono arricchite di numerosi altari, una decina, con preziosi dipinti, affreschi, tavole e polittico, alcuni dei quali, al museo diocesano di Spoleto. Un polittico del XV sec. raffigura: nel pannello centrale la Crocifissione tra la Addolorata e San Giovanni Evangelista eseguito da un pittore giottesco; seguono i  Santi Giovanni Battista e Lucia; sulla cuspide, e’ raffigurato il Volto Santo affiancato dalla Madonna Annunziata e dall’Angelo Annunziante.
Il pezzo, che  appartiene alla scuola umbra di ascendenza toscana e’, come detto,  al museo diocesano di Spoleto.
Altro dipinto e’ la tavola raffigurante il Presepio del pittore Virginio Nucci di Gubbio della seconda metà del cinquecento; artista attivo in Valnerina esattamente nel Cerretano e nel casciano. Altra tavola e’ quella che raffigura l’  Annunciazione del Magistris (identificato dal Guardabassi): IO. ANDREA DA CALDAROLA F.1453 lo stile e’ quello manieristico del Lotto, influenze botticelliane e del Lippi. Altra tavola raffigurante la Sacra Famiglia del 1579 eseguita da Camillo Angelucci da Mevale.
La tavola dell’ Adorazione dei Pastori, del pittore Domenico Beccafumi e’ al museo diocesano. Fino alla fine del 1800 qui era venerata dal popolo una Madonna col Bambino su tavola, realizzata nel 1494 dal pittore messinese Antonio da Saliba,  trasferita alla Pinacoteca comunale di Spoleto. Ma nel territorio di Sellano, lungo il Vigi,  sono tante le chiese, cappelle o edicole, che deturpare dal terremoto, conservano ancora preziose opere d’arte in affresco, su tela, su tavola: come a Civitella, la chiesa di San Lorenzo con opere di Fabio Angelucci della fine del XVI sec; a Penneggi, la chiesetta romanica di San Apollinare dove nell’abside sono i dipinti  di Camillo Angelucci del 1585;  a Rasenna, nella chiesa di Sant’ Angelo, dove  nella conca dell’abside, e’ un affresco del XV secolo di Giovanni Battista da Norcia.
Il dipinto raffigura la Madonna che allatta il Bambino Gesu’; ai lati sono figurati i patroni contro la peste i Santi Sebastiano e Rocco con l’Agnello Crucifero. Il dipinto segue la tipologia della tavola  di Filippino Lippi. Ma non e’ da dimenticare l’ Abbazia di San Nicolo’ di Acquapremula, oggi di proprietà della Famiglia Tulli che ne ha fatto una residenza d’epoca.
Sono rimaste, dopo un attento restauro, tutte le caratteristiche originarie con chiesa, cripta, chiostro, pozzo. Da una primitiva cella monastica di eremiti Siri (che portarono il culto del Santo di Mira), si sviluppò, a cura dei benedettini  di San Eutizio nel 1115, con donazione fatta dal Vescovo Enrico Gualfredi all’abate Leto. Nel 1568 passo’ ai cappuccini, per concessione dell’abate  commendatario Cardinale Marco Antonio Maffei. Qui sembrerebbe che sia vissuto San Severino vescovo marchigiano di Septempeda. Inoltre qui vissero i Santi frati cappuccini padre Giustino da Norcia, padre Felice Severini ambasciatore. La ricchezza del luogo si deve anche all’acqua minerale oggi chiamata Tullia, batteriologicamente pura e diuretica; utile per la calcolosi urinaria e nelle dispepsie gastriche.

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