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Università: il dipartimento di Fisica e Geologia celebra il ritorno a terra di Luca Parmitano

PERUGIA – Domani, giovedì 6 febbraio 2020, dalle ore 13, nell’ Aula B dell’Edificio di Fisica (dipartimento di Fisica e Geologia) si terrà un evento pubblico  “AMS-02 Reloaded”, collocato proprio nel giorno del rientro sulla terra dell’astronauta ESA Luca Parmitano, dopo oltre 6 mesi trascorsi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Nel corso della missione spaziale “Beyond” Parmitano ha battuto diversi record: è stato il primo italiano a rivestire il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale ed è diventato l’astronauta europeo con il maggior numero di ore di attività extra veicolari (EVA), ovvero di operazioni nello spazio al di fuori dalla stazione.

L’incontro racconterà al pubblico proprio il perché e la storia delle quattro passeggiate spaziali effettuate da Parmitano per la riparazione dell’esperimento AMS-02, sviluppato dai ricercatori dell’Università ed INFN di Perugia in seno ad un’ampia collaborazione internazionale.

Dopo il benvenuto, alle 13.45 ci sarà quindi un seminario divulgativo “AMS-02 Reloaded: cosa è successo e perché”. Alle 14.15 è previsto l’atteso collegamento con la control room dell’esperimento al  CERN di Ginevra e, alle 14.30, i saluti dalle altre sedi italiane che partecipano al progetto.

AMS-02 è un esperimento di fisica in orbita dal 2011 sulla stazione spaziale Internazionale a caccia di deboli segnali di antimateria tra i miliardi di particelle che arrivano dal cosmo; guidato dal premio Nobel S.C.C. Ting, vede l’unità di ricerca di Perugia tra i principali partner a livello internazionale. Ricercatori e studenti dell’Ateneo, sia sulla sed di Perugia che di Terni, partecipano alle operazioni dell’esperimento in orbita dalla sala di controllo al CERN di Ginevra e sono in prima linea nell’analisi scientifica dei dati raccolti.

Ed è proprio nei laboratori dell’Università e dell’INFN di Perugia che nei primi anni 2000 è stato costruito il cuore dell’esperimento, il tracciatore al silicio, e nei laboratori del Polo di Terni che negli ultimi due anni è stato verificato lo strumento UTTPS (Upgraded Tracker Thermal Pump system), inserito su AMS-02 da Parmitano nel corso delle quattro EVA.

 

“Quando, nel 2014, il sistema di raffreddamento del tracciatore ha iniziato a mostrare i primi segni di deterioramento è partita la progettazione del UTTPS, un apparato in grado di interfacciarsi con quello esistente e sostituirne le funzioni”, spiega la Professoressa Bruna Bertucci dell’Università degli Studi di Perugia, vice-responsabile della collaborazione internazionale che conduce l’esperimento.

“Nei laboratori SERMS e CEM del Polo di Terni – prosegue la professoressa Bertucci – abbiamo verificato l’adeguatezza del nuovo sistema ad operare in orbita. Sin dalla sua fase prototipale, abbiamo progettato e svolto un’accurata campagna di test, condotti in collaborazione con il l’INFN, il MIT, il Politecnico di Aachen e la NASA e la SERMS s.r.l., azienda umbra nata proprio come spin-off dell’Università di Perugia dall’esperienza acquisita durante la costruzione e qualifica di AMS-02. Abbiamo verificato la resistenza dell’UTTPS agli stress del lancio verso la ISS e la sua funzionalità in vuoto a condizioni estreme di temperatura. I risultati positivi della campagna di test sono stati confermati dal successo della sua accensione dopo l’installazione in orbita”, conclude la vice-responsabile di AMS-02.

 

COSA E’ AMS

AMS-02 è l’unico strumento attualmente in orbita in grado di distinguere i deboli segnali di antimateria tra i differenti tipi di particelle presenti nello spazio, indagando così sulla natura della materia oscura e ricercando possibili residui di antimateria dalle origini dell’universo.

AMS-02 ha raccolto ad oggi il più completo campione di raggi cosmici mai registrato, con circa 150 miliardi di particelle registrate dalla sua prima accensione nel 2011. Ha misurato con straordinaria precisione il flusso delle diverse componenti di materia (nuclei atomici ed elettroni) e di antimateria, fornendo il più ricco campione di antiprotoni e antielettroni, anche ad energie precedentemente inesplorate. I prossimi anni saranno cruciali per accumulare ulteriore statistica e comprendere l’origine e la natura dei segnali osservati. I risultati scientifici di AMS-02 stanno infatti portando nuove informazioni, in gran parte inattese, che mostrano i limiti dell’attuale comprensione dei meccanismi che stanno dietro l’origine, l’accelerazione e la propagazione dei raggi cosmici. Sulla base di questi risultati la comunità scientifica internazionale sta sviluppando nuove teorie che possano descrivere in maniera esaustiva i nuovi risultati di AMS-02, e fornire quindi, in sinergia con le informazioni complementari fornite dagli altri messaggeri cosmici quali fotoni, neutrini e onde gravitazionali, risposte a molte domande aperte circa i meccanismi di funzionamento ed evoluzione del nostro universo.

 

LA MISSIONE DI LUCA PARMITANO

 L’astronauta dell’ESA Luca Parmitano rientra il 6 febbraio a Terra dopo oltre 6 mesi trascorsi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Insieme ad Alexander Skvortsov e Christina Koch, atterrerà in Kazakistan il 6 febbraio 2020, dopo 201 giorni nello Spazio. AstroLuca volerà direttamente al Centro Addestramento Astronauti dell’ESA a Colonia con arrivo previsto intorno alle 22 ora italiana. Terrà poi una conferenza stampa presso il Centro Europeo Addestramento Astronauti – EAC – dell’ESA sabato 8 febbraio.

Parmitano è partito lo scorso 20 luglio 2019 a bordo della navetta Soyuz insieme all’astronauta NASA Andrew Morgan ed al cosmonauta russo Alexander Skvortsov. La sua missione lo ha visto diventare comandante della Stazione Spaziale Internazionale e condurre complesse attività extraveicolari per riparare l’unità di ricerca cacciatore di particelle cosmiche, AMS-02.

Parmitano ha dato supporto per oltre 50 esperimenti europei e 200 esperimenti internazionali nello spazio. Altre attività di rilievo hanno visto Luca eseguire la prima ‘sessione DJ in diretta’ dall’orbita terrestre, rivolgersi ai leader mondiali durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico COP 25, e parlare con i Premi Nobel di esopianeti e della chimica delle batterie.

Redazione Vivo Umbria

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