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I grandi condottieri umbri nella storia: Braccio da Montone

PERUGIA – I condottieri che hanno fatto grande la nostra regione sono stati molti. Le loro gesta, ancora oggi, vengono ricordate con rievocazioni storiche, monumenti, musei, volumi, pregiate pubblicazioni oltre alla divulgazione in Istituti scolastici e accademie. Perugia 1416 “passaggio tra medioevo e rinascimento”, rievoca ormai da qualche tempo la società perugina i suoi magnifici rioni: Porta Sant’Angelo; Porta Eburnea, Porta Santa Susanna; Porta San Pietro; Porta Sole e le gesta di Braccio Fortebraccio (gli organizzatori di perugia 1416 prediligono Fortebracci) da Montone.

Un grande evento che ripercorre la società perugina nel XV secolo. L’ edizione 2020 si terrà nei giorni 5/6/7 giugno. Una quinta edizione, con conferenze, mostre, esposizioni di costumi d’ epoca, Cortei storici, gastronomia, giochi medievali, competizioni rionali, sfide in piazza, esibizioni di armati, armigeri e guerrieri, e gli immancabili “Grifoncelli”di loro e’ Braccio Fortebraccio da Montone che la passata edizione ha visto una maggiore partecipazione. Ma andiamo a conoscere il personaggio Braccio che da sempre e’ ben  incarnato da Alexio Bachiorri, un attore che si e’ fatto apprezzare in molte trasmissioni televisive sia sulla  RAI che Mediaset.

Alex Bachiorri, Braccio da Montone, “porta” 1416 anche a Venezia

Il nove gennaio  del 1200 Fortebraccio I e Oddone figlio del fratello Leonardo, cedettero i loro possedimenti a Perugia. Furono inseriti di conseguenza nella nobilta’ perugina, abitando al rione porta Sant’ Angelo cosi, anche il castello di Montone, rimase legato a perugia per 200 anni, ma indipendente con propri statuti. Dopo un periodo burrascoso fu Fortebraccio II a riportare Montone sotto Perugia nel 1249… Il personaggio, come detto e’ lui Andrea Braccio Fortebraccio che nasce a Perugia nel 1368 da Oddo Bracceschi e Giacoma Montemelini. Morirà all’Aquila  nel 1424.

 

Fu un soldato e poi Capitano di Ventura come al servizio di Firenze; Stato Pontificio; Regno di Napoli; d’Aragona ecc. Ha partecipato alla liberazione di Roma 1409/1410; battaglia di Sant’Egidio 1416; battaglia dell’ Aquila 1424 dove trovò la morte il 5 Giugno. A lui sono stati conferiti molti titoli conquistati in battaglia e imprese come: Principe di Capua; Conte di Foggia; Signore di Arcevia, e ben altre 29 localita’ tra le quali Narni, Orte, Terni, Orvieto. Gli storici attestano che per tutte le citta’ e castelli conquistati, il Braccio poteva formare un proprio stato nel centro Italia sopratutto nel periodo del XV secolo. Fin dalla infanzia fu sempre dedito alle armi. Con la decadenza della famiglia a causa di un esilio, Braccio di diete alla “Ventura”, entrando nella compagnia di San Giorgio. Nel 1390 torna a Montone e uccide due esponenti della famiglia dei Rospanti e, per questo e, altre uccisioni, (che vede coinvolto anche Citta’ di Castello) fu posta su di lui una taglia. Per questi e altri fatti fu a lui dato l’ appellativo di Braccio a sostituzione di Andrea. Sotto i Montefeltro formo’ un altra compagnia di cavalieri  contro i Malatesta.Tra le varie imprese quella più importante per Braccio fu quella sul Reno contro il Conte Cunio, che gli fece guadagnare il titolo di Cavaliere e inserire nel suo stemma le insegne del conte sconfitto. Nel 1406 combatte contro Perugia. Nel 1407 formo’ una compagnia di ventura con alcuni fuoriusciti ponendo il quartier generale a Sansepolcro. Fu assoldato in questo periodo da Spoleto per alcune spedizioni punitive su Terni: uccise Andrea Castelli e i suoi quattro figli che furono sepolti nella chiesa di Sant’ Andrea. (Singolare chiesa sita a largo Manni, oggi distrutta a causa dei bombardamenti, aveva nel pavimento le lapidi di famiglie nobili ternane come i Castelli, Paradisi, Antonelli, Diamanti). Il 12 luglio vinse la  battaglia di Sant’ Egidio e la città di Perugia lo nomina Signore. Presso l’ Aquila durante una battaglia, fu colpito con una mazza tra il collo e la testa. Fu imprigionato poco dopo mori. Era  il 5 giugno del 1424. Fu sepolto in terra sconsacrata su ordine del Papa. Nel 1432 Niccolo’ Fortebraccio, nipote di Braccio, lo riesumo’ e fu tumulato a Perugia nella chiesa di San Francesco al Prato. Ma Andrea “Braccio” Fortebraccio, dopo secoli e’ ritornato a Montone, le sue spoglie hanno varcato di nuovo le mura di quella che era stata la patria dei suoi avi. La solenne esposizione dell’urna con le sue ossa si e’ svolta al museo San Francesco nei giorni dal 13 aprile al 2 giugno del 2019.

Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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