Love in translation, 20 anni di musica insieme firmata Rosario Giuliani & Joe Locke

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Circa vent’anni fa a Umbria Jazz è iniziata la collaborazione tra il sassofonista italiano Rosario Giuliani e Joe Locke, vibrafonista americano. Per omaggiare questa ricorrenza  “Love in translation” di Giuliani, pubblicato qualche settimana fa, vede la partecipazione di Locke oltre alla presenza di due eccellenze del jazz nostrano, il batterista Roberto Gatto ed il bassista Dario Deidda.

Ho avuto la possibilità di assistere al primo concerto, il 29 dicembre scorso ad Orvieto durante Umbria Jazz Winter, dove l’opera è stata presentata in anteprima sulla pubblicazione e sono rimasto piacevolmente impressionato dalla solidità e dalla compattezza del suono del quartetto che propone, oltre a materiale inedito anche “standards”, equamente divisi, cinque originali, tre firmati da Giuliani e due da Locke, oltre a cinque standards.

Per quest’ultimi si inizia con “Duke Ellington’s sound of love” di Charles Mingus, quindi “I wish you love” (ovvero “Que reste-t-il de nos amours?” di Charles Trenet);  ancora “Love letters”, “Can’t help falling in love with you” (successo di Elvis Presley del ’61) ed “Everything I love” di Cole Porter

Gli originali sono nell’ordine “Love is a planchette” e “Raise Heaven”; entrambi a firma di Joe Locke e segnaliamo che la seconda, dedicata al compianto Roy Hargrove, è forse la migliore traccia del lavoro.

Gli ultimi tre brani sono a firma di Rosario Giuliani: “The hidden force of love”, la titletrack “Love in translation”, per terminare con un’altra dedica “Tamburo”, per il trombettista Marco Tamburini, anche lui come Roy Hargrove, prematuramente scomparso.

Una prova di maturità per il sassofonista terracinese, che con il quartetto crea un tappeto sonoro in cui viene proiettato l’ascoltatore sempre gradevole.

La ritmica di Gatto e Deidda è sempre puntuale, mai sovraesposta, ed accompagna piacevolmente Giuliani e Locke che, con i loro assoli illuminano il suono.

Un tour di una decina di date nel prossimo mese di marzo, con inizio a Bruxelles e prosecuzione in diverse location in Italia consentirà al quartetto di presentare al pubblico questo lavoro.

Il 2020 è iniziato con un gran bel disco per il jazz italiano.

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