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Aspettando Gattamelata in Sant’ Agostino narnese i Torresani eccelsi pittori

dir="auto">NARNI – Ci spostiamo, con il nostro itinerario nel narnese. E andremo a scoprire per un periodo le tante peculiarità che annovera la città del Gattamelata che quest’anno sarà celebrato con una lunga serie di iniziative in occasione della corsa all’anello. Far conoscere le bellezze artistiche e storiche oltre che religiose di Narni e’ doveroso. Un edificio religioso del narnese che annovera opere d’arte importantissime e’ senza dubbio Sant’Agostino. Un centro culturale di grande spessore dove hanno lavorato ben tre scuole di pittura e artisti locali.
La chiesa di Sant’ Agostino fu edificata dagli agostiniani ai primi anni del ‘300. Ha una facciata semplice e un singolare portale. Il suo interno e’ a tre navate divise da eleganti pilastri. Il soffitto in legno racchiude una tela di grandi dimensioni raffiguranti la Gloria di Sant’ Agostino eseguito da Carlo Federico Benincasa.
Contro soffitto, tela attribuita a Carlo Federico Benincasa
Al suo interno dipinti di Piermatteo d’Amelia: Madonna col Bambino tra i Santi Lucia e Apollonia.
E’ conservato anche un bel Crocifisso, mentre una pala di altare raffigurante la Madonna della Cintola e’ di Michelangelo Braidi.
Madonna della cintola, Michelangelo Braidi
La attrattiva assoluta e’ senza dubbio la cappella di San Sebastiano, sede dell’omonima Confraternita al Santo delle frecce. La si incontra sulla sinistra dell’ingresso. Alcune decorazioni su altare del 1736,  in stile barocco, sono state finanziate  dalla famiglia Scotti di San Vito che ebbero anche la loro tomba di famiglia. Appena varcato l’ ingresso, la  cappella di San Sebastiano e’ totalmente affrescata con un ciclo di affreschi che vanno dalla fine del XV secolo e la prima metà del XVI. Opere realizzate da vari artisti e costituisce uno dei momenti più interessanti della pittura in Umbria di stile raffaellesco.
Chiesa di Sant’Agostino, affreschi cappella San Sebastiano
Ma andiamo alla descrizione degli affreschi:  sulle vele delle volte a crociera, e’ raffigurato il Salvatore in gloria  con angeli, Evangelisti, i Dottori della chiesa, i Profeti e i Santi Patroni della cittadina ossia  Giovenale e Cassiano. Qui sull’altare maggiore, era collocata una tela raffigurante San Sebastiano, titolare della cappella, ma fu trasferita alla cattedrale. Sulla parete di fondo, dell’altare, si posso notare due dipinti raffiguranti l’ Annunciazione con l’Arcangelo Gabriele e la Vergine. Sulle pareti della cappella si possono scorgere e ammirare dipinti raffiguranti scene della vita di San Sebastiano e di Sant’Agostino. In origine la prima mano che lavoro’ nella cappella fu di artisti della cerchia di Antoniazzo Romano. Questa prima esecuzione viene attribuita all’Annunciazione, gli Evangelisti e i Dottori della chiesa.
Madonna e Santi di Bartolomeo D’Amelia
Nel 1523, la decorazione della cappella venne commissionata a Lorenzo e Bartolomeo Torresani. Ai due vengono  attribuite (secondo il Novelli),  le due lunette dipinte ai lati dell’altare con Sant’Agostino, Marco e altro Santo. Altra bottega invece ha dipinto  i  quattro Profeti e i Patroni di Narni; una terza bottega ha  terminato l’opera nel 1538, come espresso su una tabella  delle candelabre. Nei locali dell’Oratorio – Confraternita di San Sebastiano si può notare un affresco dei primi ‘500 raffigurante una Crocifissione, di un artista anonimo Umbro. Ma i Torresani, Lorenzo (1564) Bartolomeo di Cristoforo Torresani (1567), di Verona, attivi in sabina e narnese, eseguirono altre opere nel territorio come la Madonna col Bambino del 1517 (attribuita a Bartolomeo) nella cattedrale di San Giovenale a Narni; l’Incoronazione della Vergine e conversione di San Paolo, San Pietro 1521 alla chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto (attribuita a Lorenzo); Madonna col Bambino Sant’Agostino e Nicola da Tolentino del 1548 Cittaducale chiesa di Sant’ Agostino, lunetta del portale; Giudizio Universale 1561 (attribuito a Bartolomeo) alla chiesa di Santa Maria di Legarano a Casperia; Ultima Cena, Crocefissione, Flagellazione e Paradiso alla Collegiata di San Silvestro a Fabbrica di Roma.
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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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