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Umbria, a rischio un miliardo di Prodotto interno lordo

PERUGIA – Una spietata, interessante e propositiva analisi ci viene offerta da Giovanni Giorgetti di ESG89 Group sul quadro economico regionale già compromesso in passato e che sta evolvendo in maniera preoccupante ancora più oggi per il contesto drammatico che stiamo vivendo. O subendo. Per certi versi impotenti. E che, pertanto, richiede interventi immediati. Questa l’analisi che proponiamo ai lettori di Vivo Umbria.

L’economia regionale è in recessione. Anzi dalle prime anticipazioni sui bilanci 2019 e sulle previsioni 2020 a seguito dell’inaspettato virus proveniente dalla Cina, si prevede un calo secco dal 3% al 5%. Vale a dire fra i 600 milioni e 1 miliardo di ricchezza prodotta in regione che andrà in fumo. Un colpo durissimo e improvviso che arriva in aggiunta ad una situazione già compromessa. Negli ultimi anni – spiega Giorgetti – l’andamento dell’economia aveva registrato un gap importante rispetto alle regioni del nord-Italia. Umbria, insieme alle vicine Marche, infatti, sono retrocesse a regioni in ‘sofferenza’. Tutte le misure regionali messe in campo in questi giorni frenetici dalla Giunta regionale possono solo ‘tappare’ le prime falle del sistema. Le risorse necessarie e soprattutto le misure che dovranno sostenere per almeno 6 mesi le Pmi dovranno essere decise a livello nazionale e europeo. Il tessuto economico regionale, pertanto, costituito perlopiù da piccole e medie imprese (oltre 80.000 parte Iva) disorientato dagli accadimenti, potrà resistere solo se fra gli attori della vita economica e politica locale si farà davvero sistema. Banche, associazioni di categoria, istituzioni, sindacati, imprenditori, professionisti, pmi, artigiani, commercianti, ristoranti: insomma tutti coloro che hanno visto in poche settimane naufragare la propria quotidianità e le prospettive di sviluppo dovranno contribuire in modo coordinato. Passando al setaccio i bilanci delle top aziende della regione possiamo prevedere fatturati in deciso ridimensionamento anche per quelle società che hanno un export rilevante. Se infatti, in tempo di recessione nazionale, chi esportava tirava la volata al Pil, in questa situazione di ‘paralisi globale’ probabilmente anche quelle realtà subiranno contrazioni importanti. Per i piccoli esercizi commerciali, dei servizi, del turismo e della ristorazione, poi, la situazione è completamente al palo. Stava infatti per iniziare la primavera: la stagione più favorevole per il turismo dell’Umbria. Ecco quindi – sostiene Giovanni Giorgetti di ESG89 Group – l’appello al Governo centrale e all’Europa: smettiamola di chiedere sussidi temporanei e limitati.

L’Europa si faccia da garante e contribuisca in modo fattivo all’Italia, al suo Stato fondatore, di sostenere il proprio popolo che ricordiamo sta subendo questa crisi per colpa del Governo cinese (e non del suo popolo), che ha sottovalutato il pericolo e che, probabilmente, andrebbe chiamato in causa per risarcire umanamente, moralmente e economicamente questo disastro globale. E per il nostro territorio? Non ci resta che rispettare i consigli dell’ISS per limitare i contagi e magari cogliere questa occasione per ridisegnare una nuova economia locale e globale. Non possiamo più ridurre la frenetica globalizzazione degli ultimi decenni ad un fenomeno esclusivamente economico. Recuperiamo, quindi, valori etici ed identitari sottesi ai processi globali attraverso misure legislative premiali, che non siano necessariamente i dazi, ma, consiglierei un’azione di ‘reshoring agevolato diffuso.’’

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Redazione Vivo Umbria

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