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Domenico Mustafà: grande musicista sellanese

SELLANO – Alla frazione Sterpare di Sellano, molti non sanno, nacque un grande musicista Domenico Mustafa’ il 16 aprile del 1829 anche se oriundo di Colle di Postignano.

Domenico Mustafà
Castello di Postignano

Sterpare, il piccolo paesino, immerso tra piantagioni centenarie di castagneti fu in epoca medievale un potente e strategico punto di riferimento nel compronsorio. Oltre alla chiesa della Madonna delle Grazie, che annovera interessanti dipinti e sculture ad opera di artisti della Valnerina del XV secolo troviamo il convento di Santa Croce che fu gestito dai monaci benedettini dipendenti dapprima dalla Abbazia di Sant’Eutizio di Preci. Poi con il subentro dei francescani, ebbe un periodo di splendore. Postignano merita una menzione, inquanto, in questi ultimi tempi, grazie a un recupero post sisma, che ha ridato vitalita’ al piccolo centro, e’ meta di turismo e iniziative socio culturali. Il paese e’ posto a 591 metri sul livello del mare. Il suo nome deriverebbe forse da Post- ignem (dopo l’incendio). Il fatto potrebbe riferirsi ad un incendio appiccato da Spoleto nel XIV sec. e successivamente fu occupato da banditi. Fu un libero comune e annoverava i castelli di Apagni, Colle, Rocca Alberici, Agliano. Nel 1514 si ha notizia di discordie per i confini con il comune di Sellano.

Colle di Sterpare

Lo stemma del comune era: una doppia corona, una torre merlata guelfa con porta castellana aperta. Anche Postigliano subi, dopo varie vicende una rappresaglia da parte di Spoleto sotto Orazio Baglioni.  A Postigliano la chiesa principale e’ Santa Maria del Piano, romanica del XIII; campaniletto a vela con una campana “particolare, sembra che abbia suonato da sola” . Il suo interno, affreschi del XV e XVI secolo forse di Giovanni di Girolamo Brunotti. Altro edificio e’ la Chiesa di San Lorenzo, situata nella parte più interna del castello; al suo interno affreschi del primo cinquecento attribuiti a Orlando Merlini. E qui, scorre, il torrente Argentina, tra i sassi e i ripidi canaloni sia in estate che in inverno. Ora parliamo di lui, l’artista di questi luoghi, l’uomo che ha reso immortale queste terre umbre, ricche di storia e salubrita’. Domenico Mustafa’ come detto,  nasce da una umile famiglia il 16 aprile del 1829. Maestro di musica e precursore del Perosi come direttore della cappella Sistina. Il biografo G.M. Bruni rivela negli scritti biografici che “il timbro vocale  del giovane  Domenico richiamava ammiratori sotto le cantorie delle chiese dove lui si esibiva”.

Montefalco: tomba-monumento di Domenico Mustafà al cimitero urbano

Nel 1848 sostituì alla direzione della Cappella Sistina Giuseppe Baini; nel 1855 debutta come compositore nel miserere a 6 voci con grande successo; nel 1878 fu nominato da Papa Leone XIII Direttore Perpetuo della Cappella Sistina. Questa e’ solo una piccola traccia della sua grande  attività artistica. Ma andiamo a vedere l’aspetto umano del nostro. Da piccolo sfortunatamente ebbe una mutilazione ai genitali da parte di un suino, e quindi, questa disgrazia fu la sua fortuna, tanto da conservare la voce bianca. Intraprese la vita ecclesiastica, indirizzato alla carriera polifonica Vaticana. Mustafa’ rappresentò il vecchio indirizzo prima della riforma musicale di San Pio X.

Lavoro’ molti anni nel settore musicale e nella polifonia. La sua vecchiaia la trascorse a località Cavolata nel comune di Montefalco dove ebbe la sua abitazione. Mori il 17 marzo del 1912 a Cavolata. Il comune di Montefalco gli ha dedicato una piazzetta e un artistico monumento al cimitero urbano.

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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