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A Civitella e Monte San Vito passò il futuro Pio IX in fuga da Spoleto per Leonessa

SCHEGGINO – Itinerario nella Valmalpana tra il verde dei monti e i ricordi di castelli, un tempo ricchi e potenti, oggi, quasi del tutto abbandonati a causa dello spopolamento e dai danni causati dai terremoti. Lasciata la provinciale Valnerina, a destra, passato il Nera, passata Osteria di Ceselli, la strada si inerpica sul monte tra tornanti e boschi di lecci e pini. Il primo castello che si incontra e’ Civitella. Un antico castello, cinto da mura. Fu indipendente fino al 1895 quando fu accorpato a Scheggino.

Civitella di Scheggino
Civitella di Scheggino, porta del Castello XII secolo
Civitella di Scheggino, vicoli e archi medievali

Conserva ancora lo stemma comunale: un albero su tre monti tra due gigli Farnese. Vicoli e archetti si danno la mano lungo le strette viuzze dove si respira ancora l aria antica. Fu possesso della abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo fino al 1231 quando fu assorbito,insieme ad altri castelli del comprensorio,  dal comune di Spoleto. Lesionato dalle continue scosse sismiche, il paese annovera la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Giovanni, risale al XIV secolo. Il vescovo di Spoleto nel 1379 monsignor Galardi accorpo’ ad essa altre chiese della valle. Al suo interno erano disposti tre altari: del Santissimo Sacramento, Madonna del Carmine, e Sant’Antonio Abate. I bambini venivano portati da ogni parte del territorio circostante al Battistero di questa chiesa per il battesimo. Sull architrave si legge: PLATEAM ET REDIVIVI QVIDQVID CERNIS OPERIS PRAESTANTIS DE CIVITELLA CANONICUS SPONTE VIVENS FECIT CONTRVERE MDXV. Alcuni dipinti si possono scorgere come una SS.Trinita’ e una Madonna col Bambino; altro affresco con la Madonna col Bambino e Santa Lucia datato 1518 della scuola dello Spagna. Altri affreschi votivi figurano un San Sebastiano e un altra Santa Lucia e la data 1605. Qui era una tela del 1626 raffigurante il monsignor Fausto Poli che raccomanda alla Vergine Maria il parroco Altobelli nel giorno della sua prima messa: D. GRANIUS ALTOBELLIDE CIVITELLA AMOREM IN DEUM EIUSQUE GENITRICEM UT PERPETUO OMNIBUS DIEBUS MERCURII ET FESTIVITATIBUS SS.FRANCISCI CAROLI ET LUCIAE MISSAE SACRIFICIUM HIC CELEBRETUR PRAESENS SACELLUM DIVAE MARIAE DICATUM DE CARMELO TITULO SUI IURIS PATRONATUS SUORUMQUE IN PEROETUUM  DESCENDENTIUM,  ERIGERE CURAVIT AC ETIAM DECREVIT. ANNO SALUTIS MDCXXXVI DIE VERO CELEBRATIONIS PRIMAE MISSAE PRIMA DIE MAII 1626. Accanto alla chiesa c’erano e ancora i locali dell’ oratorio del Sacramento. Qui sembrerebbe (A.Fabbi) si conservava il cranio della Beata Dorotea degli Ancaiani. All’ epoca  erano presenti anche altre chiese come la chiesa campestre romanica dedicata a San Biagio e denominata “La Pieve di San Pietro”. Altra chiesa era dedicata alla Annunziata con altari dedicati alla Madonna della Pieta’ e a Sant’ Antonio da Padova. Tramite alcuni documenti dell archivio vescovile, nel XIV secolo, qui a Civitella c’era anche il Monastero di Santa Maria Maddalena e attivo  Ospedale di Santa Croce ( un ospizio per pellegrini).

Sorcio di Monte San Vito

Proseguendo la strada verso la Montagna di Aspra, dopo undici tornanti si raggiunge Monte San Vito a quota 950 metri. Anche questo castello possedimento della Abbazia di Ferentillo fu ceduto a Spoleto  nel 1231. Rimase in piccola comunità fino all invasione francese. Nel 1895 fu accorpato al comune di Scheggino. Qui accade un fatto storico nel 1831: staziono’ l’ Arcivescovo Giovanni Maria Mastai Ferretti (futuro Pio IX) in fuga da Spoleto verso Leonessa. Al centro del paese la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo del XV secolo di origine romanica con campaniletto a vela in facciata. Portale arcuato con Agnello Crucifero al centro. Un altare e’ dedicato a San Fortunato e uno al SS. Sacramento. Graziosa una Madonna col Bambino dipinta su tavola.

Monte San Vito,portale della chiesa di San Michele Arcangelo

Dall’archivio diocesano emerge che nel 1712 esistevano anche altre due chiese:  Santa Maria del Rosario presso il cimitero con frammenti di affresco e cripta;  fuori dall’abitato quella dedicata a San Leonardo. Da quassù si gode, oltre alla salubrità dell’aria,  il superbo panorama della Valnerina,  i paesi lungo il Nera verso Terni, monte Sant’angelo, il Solenne, Ceselli e nei giorni di cielo limpido e sereno anche la cascata delle Marmore.

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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