Coronavirus, il futuro viene dal passato più remoto. Spetta a noi trasformarlo in evoluzione

PERUGIA – Ora siamo angosciati, intimoriti, spaventati di tutto quel che sta accadendo. Ma se avessimo saputo interpretare per tempo i segni della storia, del passato, forse tutti avremmo saputo affrontare meglio la situazione. Al di là dei vaticini di Bill Gates che già da tempo aveva predetto che una pandemia avrebbe sconvolto l’umanità, alcuni – non molti per la verità – rappresentanti della comunità scientifica globale avevano preconizzato che dovevamo prepararci ad una pandemia devastante. Ma siamo rimasti sordi, irretiti dal nostro innalzare la curva del benessere e appagati dalle nuove ritualità del desiderio, dei bisogni che si trasformano in consumi. Eppure come sostiene James Hillman il compito di noi individui è quello di scoprire la connessione psichica tra passato e futuro per creare le condizioni di una evoluzione. Altrimenti – sempre Hillman – l’uomo inconscio dentro di noi, che è anche il passato primitivo, modellerà il futuro storico in modo forse disastroso”. Passato e futuro secondo Hillman sono in stretta correlazione, perché è dalla stratificazione inconscia dei nostri sogni che traiamo ispirazione per creare il futuro. E se – come sostiene Carl Gustav Jung – è vero che il nostro inconscio è in qualche modo in anticipo rispetto ai nostri occhi e ha qualche nozione delle cose che saranno, è dal passato più remoto che viene creato il futuro”. Le coincidenze, le cosiddette sincronicità junghiane che accadono nel corso della nostra esistenza, possono indicarci un tragitto per il compimento del nostro Sé, ma il rischio è che si rimanga ciechi e sordi di fronte a questi segni in stretta relazione con il nostro inconscio. E da ciechi e da sordi saremmo travolti dal panico di non poter uscire da questa “stanza” della storia. In realtà, ora, il nostro disorientamento non deriva tanto dal fatto che non siamo in grado di immaginare il futuro, i nostri occhi ne scorgono già le sembianze, ma ci spaventa considerare se saremo in grado di sostenerne l’impatto. Siamo insomma già certi che il passato primitivo prenderà il sopravvento e che si scateneranno guerre di sopravvivenza, lotte dell’uomo sull’uomo e che come nel passato più remoto imporrà il suo prepotere il più forte. E’ soprattutto questo che ci spaventa e solo se effettivamente sapremo guardare negli occhi il futuro e ascoltarci dentro, potremmo davvero credere di creare un domani.

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