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La battaglia dei prezzi sulla tazzina di caffè ma c’è chi lascia laute mance

Irrinunciabile. Soprattutto se espresso. E gli italiani il caffè lo sanno fare davvero anche a casa con la moka. E poi c’è il bar. Ce ne sono 150.000 in Italia e in media, prima della pandemia, ogni giorno di tazzine ne servivano 175. Del resto il mercato del caffè contando bar, ristoranti e hotel vale 2 miliardi di euro all’anno.

Al via della Fase 2, però, la tazzina di caffè è “macchiata” dalla polemica. Costa troppo davvero? Secondo il Codacons sì. Eppure proprio qualche giorno prima della riapertura un sondaggio condotto dall’agenzia internazionale YouGov per conto dell’Istituto Espresso Italiano (34 imprese associate, oltre 700 milioni di euro di fatturato) a inizio maggio ha evidenziato la volontà degli italiani “di premiare con un prezzo maggiore i baristi che investiranno in qualità migliore e applicheranno con zelo le norme di sicurezza”. L’Istituto fornisce anche i valori del prezzo di una tazzina di espresso in Europa: “L’Italia è tra le nazioni meno care -spiega l’Istituto-. Il prezzo di un espresso in Italia è tra i più bassi nel Vecchio continente. In Nord Europa si va da 2,36 a 3,00 euro, in Austria e in Germania tra 1,75 e 1,90, in Francia 1,60, in Spagna 1,39, in Russia e in Polonia 1,50 e in Grecia e in Romania 1,30″.  Il presidente dell’Istituto Luigi Morello: “Essenzialmente crediamo che il barista abbia tutto il diritto a fissare il prezzo del caffè nel suo locale e che tazzine di maggiore qualità debbano essere valorizzate con prezzi adeguati (non accade d’altronde così nel mondo del vino?). Saranno i clienti a valutare il rapporto qualità-prezzo: questa è la forza del libero mercato. Lasciateci inoltre rimarcare che noi difendiamo una categoria, quella del bar, che è in sofferenza e che esercita un ruolo centrale nella socialità e nella cultura nazionale. Una categoria importante tanto per il settore del turismo quanto per il supporto allo stile di vita italiano che esportiamo nel mondo”.

E c’è qualche cliente che gli dà ragione, Anche in Umbria è accaduto in un bar di Gualdo Tadino che dopo aver bevuto la sua barava tazzina, l’ha pagata con 100 euro. Per non dire dell’inglese cliente fisso del “Bar Mary” di Umbertide che di euro ne ha voluti elargire 500.

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Riccardo Regi

Direttore di VivoUmbria.it. Perugino, laureato in Lettere, giornalista professionista dal 1990, vice direttore dei Corrieri Umbria, Arezzo, Siena, Viterbo, Rieti per 18 anni.

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