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L’ex Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Spoleto uno scrigno d’arte dal Sotio a Pier Matteo Piergili

SPOLETO– La citta’ dei duchi ha tantissimi luoghi da scoprire e ammirare in questo primo scorcio di stagione estiva. L’ex chiesa, antichissima, dei SS. Giovanni e Paolo risale a XI-XII secolo. La facciata semplice, a capanna, e’ abbellita da un rosone in pietra. Nella cortina del muro, in blocchetti di pietra sono incastonati reperti di epoca romana. Sulla sinistra, e un affresco raffigurante la Madonna in trono con quattro figure di Santi.
Spoleto, ex chiesa dei SS Giovanni e Paolo: la facciata
L’interno e’ composto da un’unica navata, ricca di affreschi. Il pavimento, in un tratto e’ rialzato per la presenza della sottostante cripta, mentre il presbiterio e’ stato rimaneggiato nel ‘500. Ma andiamo a scoprire il grande patrimonio artistico espresso in dipinti.
Spoleto, ex chiesa dei SS Giovanni e Paolo: veduta laterale
Innanzitutto nel presbiterio si può ricostruire l’evolversi della pittura del tardo duecento nella citta’; infatti  nella parete di fondo due sono le scene raffiguranti  l’ Annunciazione e una Flagellazione. Come detto, la costruzione del XVI secolo subì manomissioni e la volta copri alcuni affreschi che erano collegati alla croce dipinta del Sotio del 1187. Quelle due scene furono dipinte dal cosiddetto Maestro delle Palazze, ( monastero di Santa Maria inter Angelos a localita’ Palazze).  Proseguendo nella parete di sinistra: martirio di San Tommaso Becker e a destra San Nicola di Bari e una tarda Santa Caterina da Siena. Altro dipinto del XV secolo  reca una Crocifissione con i Santi Giovanni Evangelista e i committenti. Altro affresco raffigura la Madonna della Cin tola, San Francesco (del XIII -XIV) di un anonimo di scuola romana. Segue un San Giovanni Battista del XV secolo; altro Precursore. Madonna tra Sant’ Alo’ e altra Martire. Del 1445 un San Gregorio papa e Santa Caterina de’ Alessandria dipinto eseguito dal Maestro di Eggi;  Danza di Salome’ (XII – XIII sec.), concludono gli affreschi di Pier Matteo Piergili Madonna e i Santi Giovanni Battista, Giovanni Arcivescovo, Giuseppe, Giovanni Martire, Gerolamo, Antonio da Padova,  Maria Maddalena e Paolo Martire; mentre nella volta sono riprodotti  i quattro evangelisti.  Sulla parete di destra altra serie di dipinti: un frammentario affresco raffigurante due vescovi del XIII secolo; una Madonna col Bambino, a seguire un votivo del XV secolo con i Santi Antonio Abate, Leonardo; altri due Santi di non chiara interpretazione risalenti al XV secolo; altro affresco reperito raffigurante Madonna col Bambino e Santi tra i quali San Pietro Martire; seguono in successione, i Santi Michele Arcangelo, Margherita e Taddeo. Affresco che si avvicina alla fine del XII secolo legato allo stile del Sotio; altro affresco raffigura quattro Santi sempre sullo stile del Sotio;  due votivi sono del XV secolo raffiguranti i Santi Caterina de’ Alessandria, San Pietro Martire e una Madonna del latte. Nella controfacciata, scene della Nativita’ del XIV secolo e un “abbozzo” di una Crocifissione. La chiesa fu inaugurata nel 1174. Situata nel centro storico della citta’,  nelle immediate vicinanze di palazzo Travaglini successivamente Zacchei -Travaglini nella vaita Filitteria che all’ epoca altomedievale era il quartiere Bizantino. I conti Travaglini, nel 1755 proprietari del palazzo potevano assistere alle funzioni religiose da un palco, grazie ad un passaggio tra il loro palazzo e la stessa chiesa. Durante alcuni lavori svoltisi alla fine degli anni ’70, emersero alcuni reperti di epoca romana e un sarcofago.
Spoleto, ex chiesa dei SS Giovanni e Paolo: affresco della crocefissione
Spoleto, ex chiesa dei SS Giovanni e Paolo: affresco del martirio di San Tommaso Beket di Alberto Sotio fine XII secolo
Gli importanti dipinti sono stati oggetto di studi da parte di Umberto Gnoli nel 1923, mentre altri lavori, dello stesso genere, si sono occupati in studi e ricerche scientifiche con  pubblicazioni e saggi gli storici Bruno Toscano, Lamberto Gentili, Luciano Giacche’ Bernardino Ragni. Visitare Spoleto e le sue meraviglie non e’ tempo perso, ma c’è molto da scoprire.
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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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