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Buon compleanno Bob Dylan: dall'”incrocio” con Perugia al 39° album “Rough And Rowdy Ways”

Meet2U- Levita s.r.l.

PERUGIA – E’ una storia vecchia e forse un po’ consunta ma che vale la pena ricordare a chi ancora non la conosca. Suze aveva origini italiane, era un’artista, pittrice, comunista e intellettuale che abitava e frequentava l’intellighenzia del Greenwich Village a New York. Fu la musa e primo grande amore di Bob Dylan, il menestrello che contrassegnò gli anni della più autentica protesta giovanile americana, in eterno e irrisolto conflitto tra acustico e elettrico, tra folk più sincero e progressive. Contestazione per contestazione, Dylan ha vissuto sino a soffrirne intensamente: droga e varie svolte nella sua vita, tra cui alcune mistico-religiose ne hanno caratterizzato anche l’alternanza tra il suo perdersi e ritrovarsi, sempre comunque al netto della risoluzione di una serie di contraddizioni. Suze, si diceva, è stata la sua prima musa, l’ispiratrice che in un certo senso ne indirizzò anche l’orientamento musicale e politico.

Suze sarà (nella foto) anche la ragazza della copertina di The Freewheelin’ Bob Dylan, il primo vero album di Robert Allen Zimmerman, nato a Dulith, Minnesota, da una famiglia di commercianti ebrei e il ragazzo che riesce perfettamente a trasformarsi nel personaggio dei suoi ideali, interpretando il senso della ribellione dei giovani americani e le aspre lotte per i diritti civili. Correva l’anno 1961 e in quell’estate e in quell’autunno Bob Dylan poneva le basi più importanti della sua lunghissima vita artistica: il contratto con la Columbia, che poi lascia e in seguito riprende, grazie a John Hammond; l’incontro con il manager Albert Grossman, il concerto alla Carnegie Hall e la registrazione di “Bob Dylan” che esce nel marzo 1962. Nell’aprile dello stesso anno, scrive il suo maggiore successo “Blowin’ The Wind”, inno dei militanti per i diritti civili, ma il cantore della protesta fu anche censurato, l’anno successivo, durante l’apparizione all’Ed Sullivan Show per “John Birch Society Blues” nel cui testo si ironizza su una organizzazione parafascista americana. Segno evidente delle tensioni che viveva l’America dei Sixties. Nel frattempo Suze era partita per l’Italia alla scoperta delle sue origini, scelse Perugia come meta e qui conobbe un operaio della Perugina: Enzo Bartoccioli, che frequentò nel periodo dei suoi studi all’Università per stranieri e che infine sposò. Suze fuggì da New York con un bambino in grembo che non desiderava. Interruppe la gravidanza, mentre Bob Dylan si legava a Joan Baez. Ma la relazione con Suze, anche se solo epistolare, continuò a lungo in forma strettamente privata. Gossip d’antan entrato a far parte di diritto della storia del rock. Poi il menestrello spiccò definitivamente il volo con una lunghissima serie di successi, molti dei quali nel segno dell’estemporaneità. E a coronamento della sua arte, il Premio Nobel per la letteratura nel 2016. Oggi, 24 maggio, Bob Dylan compie 79 anni. E continua – come ho scritto anche per Gruppo Corriere – a riflettere e far riflettere sulle contraddizioni della sua America. Lo scorso 27 marzo è uscito “Murder Most Full”, una lunga ballad della durata di 17 minuti in cui, in un viaggio introspettivo e allo stesso tempo sociale, segna i paradigmi della cultura Usa, affrontando il tema della negazione degli ideali più alti con l’assassinio del Presidente John Fitzgerald Kennedy.

A distanza di venti giorni, il 16 aprile, Bob Dylan sembra cogliere l’esigenza diffusa del raccoglimento e della riflessione, in piena era Covid, con un nuovo testo “I Contain Multitudes”, citazione diretta di Walter Whitman, poeta visionario e idealista che per primo, un paio di secoli fa, creò i presupposti del sogno americano. Nel suo testo, Dylan si mette a nudo, cita lo spaventevole Poe, ma si identifica allo stesso tempo con la parabola dell’ebrea Anna Frank, afferma di possedere l’energia rock, un po’ eversiva, dei Rolling Stones e conclude con un sogno infranto: non c’è più amore alle mie spalle e suonerò le sonate di Beethoven e i preludi di Chopin. E’ questa, e molto altro, la moltitudine che contiene in sé l’incommensurabile Bob Dylan. Nel frattempo il 19 giugno, a otto anni dall’ultimo album “Tempest”, uscirà un nuovo album di Bob Dylan, intitolato Rough And Rowdy WaysIl disco è il 39esimo della sua carriera.

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Claudio Bianconi

Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti.

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