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Dal barista al parrucchiere: “Ridateci i quotidiani da far sfogliare ai nostri clienti, virtualmente, tramite schermo e a ciclo continuo”

Prendi il cornetto, il cappuccino e ti guardi intorno per cercare il quotidiano. Sei in attesa, anche se programmata, dal parrucchiere, e per ingannare il tempo cerchi un giornale. E’ un rito, un’abitudine. Covid-19 ci ha tolto anche questo. Ora è vietato toccare, vietato sfogliare.

Il problema è tutt’altro che secondario. Me lo spiega Alessandro Petturiti con una telefonata, visto che ci conosciamo. Lui è titolare della parrucchieria “Mai di lunedì” a Perugia, zona San Marco. La sua riflessione, è evidente, può essere estesa a molti.

“Per noi intrattenere il cliente è fondamentale. Ho l’abbonamento on line con un giornale ma per farlo sfogliare occorre un tablet, qualcosa che comunque richiederebbe misure sanitarie specifiche e di sanificazioni per ogni singolo cliente e peraltro, nel caso, potrebbe accontentare solo una persona per volta.

Quello che occorre è prevedere una app, un sistema che consenta il passaggio automatico degli articoli in maniera tale che ne consenta da un lato la visione temporizzata per lasciare il tempo necessario alla lettura e dall’altro il corretto distanziamento e utilizzo secondo le normative vigenti”.

C’è sempre stato, per l’esperienza professionale che ho maturato, l’eterno dilemma: conviene agli editori che gli esercizi commerciali di grande transito, tipo bar e parrucchieri per l’appunto e quant’altri hanno sale d’attesa o di intrattenimento, tengano il giornale? E’ evidente che ciò pregiudica le vendite. D’altro canto, però, la “notorietà”, la frequenza di lettura, il contatto con il quotidiano, la sua diffusione viene misurata da società specializzate, Audipress e Ads Stampa, che servono a dare ai potenziali inserzionisti, ovvero coloro che hanno interesse a fare pubblicità nel quotidiano, l’esatta misura della potenzialità di quel mezzo di comunicazione. Dunque? E’ evidente che a determinati bisogni, il mercato ha generalmente imparato a rispondere in tempi rapidi, per non dire immediati. L’esigenza c’è. Se a questa corrisponde anche l’interesse dell’interlocutore, il gioco è fatto. La tecnologia, al punto in cui siamo, non dovrebbe costituire un grosso problema. E poi, vale sempre il detto: volere è potere.

 

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Riccardo Regi

Direttore di VivoUmbria.it. Perugino, laureato in Lettere, giornalista professionista dal 1990, vice direttore dei Corrieri Umbria, Arezzo, Siena, Viterbo, Rieti per 18 anni.

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