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Leonessa: Piano di Sopra e Piano di Sotto, tanta storia e arte

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LEONESSATorniamo in questo bellissimo territorio dell’ alto Lazio, vasto, montano, ancora integro a livello ambientale e soggetto a un contenuto spopolamento, visto anche la stretta relazione con le aree industriali  della sabina e la stessa capitale. Leonessa ha tantissime frazioni dislocate attorno alla citta’ e nelle alture, tra il pianoro dei campi coltivati, alle colline e monti coperti da rigogliosi boschi.
Leonessa, Piano di Terzone
Nuclei abitativi che per la loro valenza ambientale sono stati denominati: frazioni del Piano di Sopra ( Albaneto, Casanova, Colleverde, Cumulata, Pianezza, Piedelpoggio, Sala, Sant’ Angelo in Trigillo, San Clemente, San Giovenale, San Vito, Terzone, Vallimpuni, Vallunga, Viesci, Vindoli, Volciano); frazioni del Piano di Sotto (Villa Alesse, Villa Berti, Villa Bigioni, Villa Carmine, Villa Ciavatta, Villa Gizzi, Villa Lucci, Villa Massi, Casale dei frati, Villa Pulcini, Villa Zunna, Capodacqua, Ocre).
Leonessa, panorama della frazione di Pianezza
Facciamo un excursus per conoscere tanta bellezza, arte e curiosita’ di alcune di esse, e naturalmente, anche questa non potevamo essere sostenuti dalle notizie esaustive dello storico leonessano e amico Luigi Nicoli. Questa volta, per motivi di spazio ci occuperemo di alcune frazioni del Piano di Sopra.
Leonessa, frazione di Ocre, Madonna Orante del XVII secolo
Albaneto: la più grande e più singolare. Si incontra sulla provinciale per Posta. L’ etimologia conduce ai liguri Albs/Alp (una altura adibita a pascolo).
Leonessa, veduta di Albaneto
Le sue origini rimontano a prima della fondazione di Leonessa (si nomina castello di Poggiolupo). Presenta nel suo centro abitato alcuni palazzetti gentilizi. La sua economia, fin dai secoli passati e’ basata sulla pastorizia, intere famiglie praticano l’artigianato, l’allevamento, come quella di Domenico Stocchi, produttore di prelibati formaggi.
Albaneto annovera anche due alberghi. Molto sentito il culto a San Nicola di Bari. La chiesa risale al XIV – XV secolo. Al suo interno un piccolo ma pregiato organo della scuola romana del maestro Filippo Testa del XVII secolo.
Leonessa, frazione di Albaneto, chiesa dela Madonnella XIII secolo
Altre tre comunque sono le chiese presenti: l’ Annunziata (pregievoli sculture lignee del XVI secolo); la Madonna degli Angeli detta “La Madonnella” antichissima (citata in documenti del 1153), e la chiesa del Crocifisso al cimitero.
Casanova: l’economia e’ basata sulla agricoltura e turismo, si trova  lungo la strada che conduce a Terzone. Qui abbiamo due chiese: San Giovanni Battista, fondata da Lallo di Nicola Scannolini nel 1364 con un portale del XVI secolo. Ricca di tele settecentesche, tra cui Madonna del Rosario con rosarianti di stile Marattesco e una Sacra Famiglia attribuita a Venanzio Bisini del XVII secolo. Il fonte battesimale in pietra e’ del XVIII secolo. Interessante un ciclo di affreschi di recente emerso datati 1576. L’ altra chiesa, Santa Maria della Pace del 1633. Qui sono presenti alcune tele del XVIII secolo raffiguranti Madonna col Bambino e Santi e Fuga in Egitto, attribuite sempre al Bisini.
Pienezza e’ a 1077 metri sul livello del mare; e’ una delle frazioni più antiche, di origine Longobarda. Mostra ancora le sue caratteristiche di castello fortificato. Al suo interno spicca la chiesa di San Biagio del 1475, ad unica navata con abside. Altare barocco, sempre opera del Bisini. Alcune tracce di affresco sono del XVI secolo.
Leonessa, frazione di Pianezza, tela Madonna del Rosario
Interessante la tela raffigurante la Madonna del Rosario del XVII secolo e alcune sculture: Madonna col Bambino Sant’ Antonio Abate del XVI secolo.
Leonessa, frazione di Pianezza, Sant’Antonio Abate XVI secolo
Terzone: posta sul confine con la regione Umbria, in un punto nevralgico e centrale di tratti viari, valle Fuina o di Trimezzo che conduce per norcia, Pian di Chiavano verso villa San Silvestro, e ultimo, nella piana di Leonessa. Terzone e la frazione  popolosa. Nello stesso tempo e’ suddivisa in:  Terzone San Paolo, Terzone San Pietro, Terzone Cisterna, Casa Buccioli, Corvatello. L’economia e’ basata sull’artigianato,  allevamento, agricoltura e vede impegnati i giovani del luogo. Tre sono gli edifici di culto ristrutturati dopo gli eventi sismici del 1703. La chiesa di San Pietro in Cellis, nominata in un documento del 1390, ma molto piu antica, addirittura una primitiva cella benedettina. Sul portale una pietra che reca la data AD MCCCXXXIIII. L’altare maggiore e’ dedicato a San Pietro e la  tela del 1706 un ex voto dipinto dal pittore di Leonessa Antonio Congiunti; altre due tele sono state realizzate dal Congiunti raffiguranti i Santi Protettori Emidio e Giuseppe da Leonessa; altri dipinti sono stati attribuiti al Bisini; il Fonte Battesimale e del XVII secolo.  Nella chiesa di San Paolo del XV secolo si trovano alcune statue lignee raffiguranti la Madonna col Bambino in grembo del 1521 realizzata dallo scultore casciano Giovanni Frasca, e un San Venanzio del XVIII secolo attribuita al Bisini. Anche la chiesa della Madonna della Cisterna e’ del XVIII secolo edificata dopo i lutti provocati dal  terremoto che a Terzone provocò 214 Vittime. La prossima occasione andremo a conoscere le frazioni del Piano di Sotto, le singolari ville, l’ economia, le risorse turistiche e gastronomiche.
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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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