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Le meravigliose Ville Leonessane del Piano di Sotto

LEONESSAUn soggiorno in Villa? Tra il verde, l’ambiente salubre, la gastronomia tipica, l’arte e le tradizioni popolari legate alla fede, ce lo offrono le frazioni del leonessano del Piano di Sotto. Come promesso, dopo aver trattato delle frazioni del Piano di Sopra, sempre sostenuti dalle notizie e documentazioni dell’ amico e storico Luigi Nicoli, andiamo a conoscere le Ville Leonessane una ad una, come quelle famose perle che adornavano il decolleté di Margherita d’Austria.  Luoghi che prendono  il nome dal colono o proprietario terriero che in origine edificò la suo primo Casale. Quindi Cola Pietro era il casale di Cola Pietro; Colabucci  era il casale di Cola Buccio che dal XVII secolo sara’ Villa Carmine. Rimane immutato nel tempo nel dialetto locale il nome della frazione preceduto da “Ca’ (casa) esempio Ca’ Lucciu (villa Lucci), Ca’ Cordeschi (villa Cordesco) Ca’ Massu (villa Massi)… Ma andiamo a scoprire qualcuna iniziando da quelle più piccole.

VILLA ALESSE, suggestivo abitato dove si respira aria di fieno e gelsomino. Si accoccola  attorno alla sua chiesa dedicata a San Pietro del XVIII secolo, con un portale antecedente, collocabile al XVI secolo.

Villa Alesse, tela del XVIII secolo Annunciazione e santi: dipinto del Bisini

Una stupenda tela del XVIII secolo raffigura l’ Annunciazione con i Santi Pietro, Paolo, Francesco attribuita al Bisini.

VILLA BERTI, il villaggio si presume che possa essere esistito già dal XVI secolo grazie ad alcune date incise su alcuni architravi.

Villa Berti, tela del XVII secolo: la SS. Trinità

Un gioiello di chiesa, di contenute dimensioni dedicata alla Santissima Trinita’ e al suo interno una bella tela del XVII secolo raffigurante appunto la Trinita’ con Sant’Agostino in estasi.

VILLA CIAVATTA, l’ abitato già fiorente nel XVI secolo come dimostrano dei date su architrave di una casa 1512/1559. Nella chiesa di San Lorenzo Martire di puo’ notare una acquasantiera  del XIII secolo.

VILLA GIZZI, l’abitato  prende il nome da una nobile e rispettabile famiglia rinascimentale. Nella chiesa di San Bonaventura si possono ammirare una tela del XVII secolo raffigurante una Crocifissione tra la Madonna e San Bonaventura, e un singolare Crocifisso ligneo di un scultore locale del XVIII secolo.

Villa Gizzi, tela del XVII secolo , Crocifissione con Madonna e San Bonaventura

VILLA ZUNNA, qui  a detta di un studioso e ricercatore locale, la frazione era nota perché si producevano le pignatte di coccio.

Villa Zunna, Madonna della Consolazione XVIII secolo

La chiesa e’ dedicata a Sant’Anna, qui era grande in passato la devozione alla Madonna della Consolazione, come dalla  bella statua lignea decorata del XVIII secolo.

CASALE DEI FRATI, qui di  recente e’ stata scoperta una piccola chiesa  dedicata a San Nicola di Bari con il titolo San Nicola da “Giufolone”. Sono stati rinvenuti preziosi affreschi del XVI secolo raffiguranti la Passione e Resurrezione di Gesu’. Oggi di proprietà privata. E’ stata edificata invece nel 1993 una chiesa sulle rovine di una cappella dedicata a Sant’ Antonio di Padova crollata con il terremoto del 1979.

Casale dei Frati: lapide commemorativa

VILLA LUCCI, la fondazione di questa villa si fa risalire tra il XV e XVI secolo. Nel corso del tempo, Villa Lucci ha inglobato anche il nucleo Cataianni. Sull’ architrave di una casa e’ scolpito lo stemma del Sesto di Forcamelone. La chiesa e’ dedicata a San Giovanni Battista. Interessanti i cinque altari con tele del XVII e XVIII secolo. La pala dell’ altare maggiore riproduce la Madonna in trono con il Bambino, il Battista, e Sant’Antonio da Padova; una tela raffigurante la Crocifissione del XVII opera del Bisini; altra tela raffigura la Madonna della quercia con  i Santi Marco e Giuseppe da Leonessa, opera anche questa del Bisini; infine una tela raffigurante la Madonna del Rosario tra i Santi Domenico e Chiara attribuita a una Clarissa di Leonessa Suor Agnese Scagnoni vissuta tra il 1611 e il 1640. Qui la Pro Loco ha dato il via ad una importante evento sportivo nazionale  “Gran Premio Villa Lucci” gara podistica.

VILLA PULCINI, singolare frazione posta sull’ antica linea  di confine  tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.

Villa Pulcini, pala d’altare, Crocifissione XVI secolo

Una comunità da sempre dedita alla attività agricola e allevamento. Percorrendo l’antico tratturo per Polino,  i pastori, in inverno, si spostavano per la transumanza verso la campagna romana  e la Maremma toscana. Rapporti  commerciali  anche con Ferentillo, inquanto da sempre, Leonessa ha avuto scambi per  olio, vino ecc. A poca distanza era situato Camporsentino, che fu annesso al Sesto di Forcamelone. Qui, l’ undici Giugno del 1910 fu ritrovato il prezioso reliquiario del cuore di San Giuseppe. Qui’ e’ tradizione la “poesia a braccio”. La chiesa della frazione e dedicata al Santissimo Crocifisso. L’ unico dipinto raffigura una Crocifissione con l’ Immacolata e  Santa Eurosia, patrona della frazione; festa grande anche per Ferragosto.

VILLA BIGIONI e’ una frazione tra le più grandi. Tra il XVIII e XIX secolo fu sede di dogana. La chiesa e’ dedicata a San Vincenzo Ferrer. Fu edificata grazie a un contributo dell’ Arcivescovo di Spoleto Giovanni Maria Mastai Ferretti nel 1831, con progetto dell’ architetto Giuseppe Carloni di Rieti. La facciata ha un rosone, un bel portale di pietra rossa estratta dal monte Tilia; di fianco svetta un campanile a torre. L’ interno della chiesa e’ ad unica navata sull’altare maggiore la pala raffigura San Vincenzo Ferrer e Sant’ Antonio da Padova del XIX secolo.

Villa Bigioni, interno della chiesa di San Vincenzo Ferreri XIX secolo

Un altare e’ dedicato a San Fedele da Sigmaringen primo cappuccino martire, canonizzato nel 1737 e San Giuseppe da Leonessa, tele del XIX secolo. Villa Pulcini fu patria di padre Giuseppe Massi (1878 -1957). Insomma per motivi di spazio abbiamo tracciato un itinerario che sicuramente sarà praricato dagli appassionati di trekking ed escursionismo.

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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