Gubbio, Palazzo dei Consoli e il racconto per immagini che colma il grande vuoto della Festa dei Ceri che non c'è stata

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GUBBIO – Si sono concluse domenica le riprese del nuovo film che l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale realizzerà nei prossimi mesi. Le proiezioni sulla facciata del Palazzo dei Consoli saranno il nucleo centrale del racconto per immagini girato da Francesco De Melis.
“L’innovativo progetto visuale – spiega il sindaco Filippo Mario Stirati – che avrà come tema centrale il grande vuoto lasciato nello spazio urbano e nell’anima di ognuno dall’assenza delle feste, avviato con la Festa dei Ceri, prima nell’ordine cronologico, è stato sviluppato in collaborazione con Patrizia Nardi, responsabile dei Progetti UNESCO della Rete e dei Ceri di Gubbio, e si estenderà alle feste della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, inserendosi nell’attività di valorizzazione nazionale ed internazionale  condivisa dalle Città della Rete e che, per la Festa dei Ceri, è anche finalizzata all’implementazione della proposta di candidatura. 
Il progetto, nel suo complesso, che vuole rappresentare il tempo sospeso di un patrimonio culturale immateriale italiano particolarmente significativo e coinvolgente -dedicato alle comunità della festa che condividono e partecipano alla definizione degli indirizzi di intervento – si svilupperà nell’ambito di una prospettiva di divulgazione, promozione e valorizzazione delle nostre città in Italia e nel mondo, che sarà curata dal Ministero. 
Lasciatemi ringraziare con grande riconoscenza Leandro Ventura e Stefania Baldinotti  dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale per il ricorrente sostegno alla nostra comunità, il fotografo Roberto Galasso, il regista Francesco De Melis, eccezionale artista contemporaneo e la sua troupe, Luca Ruzza di Openlabcompany  con il suo giovanissimo staff, una vera eccellenza nel panorama mondiale delle installazioni visive e il tocco colorato dei Quiet ensemble, performers  dell’avanguardia artistica contemporanea.
La realizzazione di questo docufilm è solo l’ultima tappa di un cammino di consapevolezza culturale ed identitaria che la comunità eugubina ha intrapreso in questi  ultimi anni. Un grande lavoro è stato fatto, condiviso tra comunità e istituzioni, e ha prodotto il restauro dei Ceri, il centro di documentazione sulla Festa, il Museo dei Ceri e delle brocche, la mostra dei Ceri Mezzani in Roma, la realizzazione di “Prodigio in slow motion” nonché la seguitissima mostra milanese della Rete delle Macchine “Con straordinario trasporto”, tutte tappe di un percorso formidabile.
In questo senso tengo ancora a sottolineare quanto sia essenziale lavorare in rete con le Istituzioni e con le Grandi Macchine a Spalla Italiane che, grazie al lavoro del responsabile scientifico e di progetto, Patrizia Nardi, sono riuscite a mettere a punto una strategia integrata di ampia visione che si è concretizzata in questi ultimi anni con una nuova e tenace sinergia tra le città e le comunità della Rete attraverso la condivisione, con lo stesso Istituto, di  progetti di valorizzazione e promozione che hanno rafforzato e consolidato la Festa dei Ceri e il suo percorso verso il prestigioso e meritato riconoscimento universale.
Alla luce della difficile esperienza del 2020, che ci ha indotti ad una riflessione anche sulla Festa, ritengo sia essenziale continuare a lavorare su questo nostro straordinario patrimonio culturale che è la nostra essenza, curando la tutela delle sue espressioni materiali e la salvaguardia dei rituali, ma guardando anche alla necessità, più intima, di un approfondimento dei temi e dei valori festivi all’interno della comunità, così come  dei suoi riti civici e religiosi. La consapevolezza del suo valore è lo strumento essenziale della sua vitalità e della capacità di continuare a proiettarsi, nei secoli, prezioso scrigno del nostro sentire e del nostro essere eugubini. 
Sarà questo il mio prossimo impegno come Sindaco verso la comunità eugubina: approfondire, studiare e condividere per essere ancora più consapevoli del tesoro di valori e riti che la storia ci ha consegnato nei secoli”. 

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