Il Prog del Terzo Millennio #3: Il Giardino Onirico, Apofenia

Il gruppo viene fondato nel 2008 da Stefano Avigliana, Emanuele Telli, Massimo Moscatelli ed Ettore Mazzarini. Il genere musicale proposto ha diversi riferimenti, dal prog, con propensione metal, al jazz ed all’elettronica. Viene quindi ideato Complesso K, una lunga suite, lavoro che però dopo sarà presto accantonato.

Con l’ingresso di Marco Marini alla voce, e dopo aver composto nuovi pezzi, nel 2012 pubblica il primo album Perigeo, già un disco caratterizzato dalle sonorità particolari della band, che qualche mese dopo sarà messa sotto contratto dalla Lizard Records.

Il gruppo riprende così in mano il progetto Complesso K, che viene revisionato ed integrato dopo l’ingresso di Marini, anche con un nuovo missaggio. Nel 2013 quindi vede la luce Complesso K MMXIII.

La copertina del disco Apofenia, Il Giardino Onirico

Nel 2019 la band torna con Apofenia, che vede la partecipazione, come ospiti, di Jenny Sorrenti e Alessandro Corvaglia.

La prima traccia, Onironauta, ci consente di entrare subito nelle cupe atmosfere del lavoro; si tratta di un crescendo che pian piano, strumento dopo strumento ci trasporta in un’importante dimensione strumentale. Continui riff si alternano coinvolgendo l’ascoltatore.

Ed ecco Scivolosa simmetria, cantata da Alessandro Corvaglia (vocalist della neo-riunita Maschera di Cera). Un veloce fraseggio dove svettano le tastiere prepara all’ingresso del cantante toscano; il brano prosegue tra riferimenti al prog di stampo “seventies” e sonorità più moderne.

Ancora Aletheia, con tastiere e chitarra a far da traino per un altro avvolgente momento di questo lavoro, tra quiete e momenti più rock.

Arriviamo così al secondo brano cantato; stavolta è Jenny Sorrenti ad impreziosire Mushin. Si parte con una chitarra liquida mentre arriva la voce della napoletana (che canta in inglese), e non mancano piacevoli variazioni e cambi di ritmo.

La quinta traccia è Apogeo, ed è ancora un crescendo nella parte iniziale e nello sviluppo si mescolano atmosfere vicine al prog inglese vuoi per l’utilizzo delle tastiere che del sax, che rimanda ai VDGG.

Un nodo nell’anima, dove ritorna Alessandro Corvaglia è il penultimo brano, mentre la chiusura dell’album è con Lacrime di stelle, in cui la band continua a muoversi tra riff portentosi, cambi di ritmo, assoli ed atmosfere più tranquille, quasi non accorgendosi che si siano ascoltati nel complesso circa 80 minuti di musica estremamente avvolgente.

Apofenia si candida come uno tra i migliori lavori del nuovo prog italiano, senza dubbio.

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