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Distretto rurale: dalla competizione dei singoli a quella dei territori, la sfida post-Covid

MONTEFALCO – La sfida è quella di riuscire ad aggregare gli attori della filiera in un sistema capace di fare reddito in modo da far sì che le produzioni abbiano maggior successo. Ma non solo: l’obiettivo è quello di coniugare le esigenze delle imprese con il sistema dei decisori politici e di realizzare un comitato promotore in cui gli stakeholder si prendano la responsabilità dello sviluppo del territorio. Questo e molto di più è quello che è emerso venerdì 17 luglio dalla tavola rotonda dal titolo Distretto Rurale, dalla competizione dei singoli alla competizione dei territori, promossa da Confagricoltura Umbria e Marco Caprai dell’azienda agricola Arnaldo Caprai, cantina dove ha avuto sede l’incontro che aveva l’obiettivo di puntare i riflettori su come politica e impresa possono condividere una pianificazione strategica di sviluppo post Covid-19, facendo il punto sul nascente Distretto Rurale dell’Umbria Orientale, che ha come fulcro la produzione vinicola con Montefalco e il Sagrantino da capofila.

Il convegno di venerdì 17 luglio 2020

I Distretti Rurali sono una risorsa dalle grandi potenzialità, che parla di identità e storia comune, di integrazione fra attività agricole e servizi locali, di coerenza tra produzione di beni e servizi a vocazioni territoriale, il tutto rivolto a una sostenibilità in primis sociale e turistica, oltre che economica, che passa attraverso la promozione di uno sviluppo rurale e la valorizzazione delle produzioni di qualità, favorendo l’integrazione di filiera, oltre a garantire la sicurezza alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio. Dopo i saluti iniziali del sindaco di Montefalco Luigi Titta, ad aprire il convegno l’intervento del presidente di Confagricoltura Umbria, Fabio Rossi, ha puntato i riflettori “sull’unione di intenti in direzione di creare innovazione e indotto economico. Aggregazione e qualità sono le parole d’ordine, la filiera è un valore aggiunto. Dalle nocciole al tartufo, le filiere nascenti in Umbria sono molte. Serve però un cambio di mentalità”.

Il convegno di venerdì 17 luglio 2020

A chiudere la tavola rotonda invece è stato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, con cui si sono tirate le fila di un pomeriggio ricco di spunti e prospettive: “In questo momento post Covid-19 tutti stanno riscoprendo il valore della campagna. Rispetto a questo mi pongo una domanda: stiamo andando verso un nuovo modello sociale che stravolgerà il concetto della globalizzazione? La sfida sarà sulla globalizzazione o sul mercato interno? Domande a cui ora non possiamo rispondere, ma quel che è certo è che questa fase storica deve portare tutti noi ad avere una visione e una strategia. In generale c’è una mancanza di leadership, ossia della capacità di generare un alto valore comune, che è la capacità di una persona di creare successo attorno a sé, ben rappresentata da Marco Caprai e dal Sagrantino. Non c’è ancora un progetto di strategie paese sull’agroalimentare, sono tre anni che Confagricoltura lo sta chiedendo. In questo il recupero delle aree interne è fondamentale per una questione ambientale e sociale: no possiamo permetterci di spopolare le aree interne, è un dovere civico di tutti preservarle e fino a oggi questo è stato fatto dagli agricoltori, che in generale hanno legato l’Italia. Senza di loro conosceremo un territorio devastato, soggetto a smottamenti, danni incalcolabili a ogni temporale. L’Italia dell’agricoltura è fatta di multi-produzioni e va supportata con azioni politiche di sostegno e infrastrutture”.

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Redazione Vivo Umbria

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