Il caso: la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia in ginocchio per la pandemia, crowdfunding per salvarla

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VENEZIA – Per la nostra rubrica Dentro lo Stivale, ci occupiamo oggi di un vero e proprio caso nazionale: la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha bisogno d’aiuto. Così si è dato il via a una campagna di crowdfunding.

Si tratta di patrimonio senza il quale, chiaramente, Venezia perderebbe una parte della sua storia scritta dalla mecenate Peggy Guggenheim, che nel 1948 espose per la prima volta in Italia la sua collezione alla XXIV Biennale d’arte, per poi trasferirla l’anno successivo a Palazzo Venier dei Leoni, divenuto sua abitazione per trent’anni, e successivamente, dal 1980, museo, aperto e accessibile a tutti. Per quasi 90 giorni questa parte di storia è rimasta sospesa, o meglio inaccessibile, perché la Collezione Peggy Guggenheim è rimasta chiusa al pubblico. Per questo oggi si chiede aiuto, per scrivere una nuova pagina di storia del museo e di Venezia.

LE PERDITE CAUSA PANDEMIA
Le 13 settimane di chiusura hanno causato ingenti perdite economiche per una fondazione no profit i cui introiti provengono da biglietteria e Museum Shop. Il museo è oggi aperto solo 3 giorni alla settimana, e non 6 come di consueto, con ingressi contingentati, dunque fortemente ridotti. Mostre temporanee, programmazioni future e pubblicazioni sono sospese. In sostanza di deve tornare a garantire la riapertura quotidiana, le mostre, e tutte le attività gratuite per le famiglie, i bambini, gli studenti, i non vedenti, la quarta età, in sostanza,  il pubblico.

LA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING
“Attraverso la campagna di crowdfunding “Insieme per la PGC” – spiegano gli organizzatori della raccolta – ci rivolgiamo alla grande e affezionata comunità di appassionati e amanti dell’arte, che fino ad oggi è stata essa stessa parte fondante della storia della Collezione. Il tuo contributo è ora fondamentale affinché il museo torni a vivere. Insieme per la Collezione Peggy Guggenheim. Insieme per l’arte, la cultura e la bellezza”.

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