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Il laboratorio di genetica forense dell’ospedale di Terni accreditato tra i cinque laboratori italiani in Europa

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 TERNI Consulenza per identificazione personale e di tracce biologiche, riconoscimento o disconoscimento di paternità, studio di rapporti parentali complessi a favore di soggetti privati e per conto della magistratura, in sede sia penale che civile. Non è la presentazione di una serie tv ma è l’attività che viene svolta dal laboratorio regionale di scienze forensi sezione di genetica che ha sede presso l’Azienda ospedaliera Santa Maria e che recentemente ha ottenuto l’accreditamento UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018 (CAB Accredia numero 1830L).

il laboratorio di genetica forense dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni

Si tratta di un importante riconoscimento di qualità, basato su requisiti imposti a livello europeo e coerente con le determinazioni del Consiglio dell’Unione Europea sul  potenziamento   della   cooperazione tra stati, in particolare nella  lotta  al  terrorismo  e  alla criminalità transfrontaliera (23  giugno 2008,  n. 2008/615/GAI) e sullo  scambio  dei  risultati  delle analisi del DNA (30 novembre 2009, n. 2009/C 296/01). Unico centro regionale per la genetica forense, il laboratorio partecipa ad attività di ricerca in campo nazionale e internazionale essendo inserito nella rete dei centri di genetica forense afferenti al GeFI (Genetisti Forensi Italiani) e all’ISFG (International Society of Forensic Genetics).

il laboratorio di genetica forense dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni

“In questo modo il laboratorio di genetica forense dell’Azienda ospedaliera di Terni – spiega con soddisfazione la responsabile Eugenia Carnevali – è entrato  nel ristretto numero dei laboratori italiani accreditati, cinque in tutta Italia  oltre ai laboratori del RACIS-Carabinieri e della Polizia Scientifica. L’accreditamento  attesta la competenza tecnica e il rispetto del sistema di qualità che consente di assicurare ai risultati il valore di prova scientifica, in quanto rispondenti a criteri di qualificazione tecnico-professionale che ne permettono la confrontabilità e la riproducibilità. L’attività annuale nella nostra regione è molto variabile perché dipende soprattutto dal numero di reati che si verificano, ma indicativamente seguiamo circa 30 casi per la magistratura e 10-15 procedure di paternità private”.   

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Redazione Vivo Umbria

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