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Dal Monte Frumentario di Paterno alla meravigliosa cappella delle “Forche”

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VALLO DI NERA – Ogni piccola realtà locale aveva il suo Monte Frumentario. Entità gestita  da laici ma anche da religiosi o confraternite. In Valnerina ogni paese o comunita’ ne aveva una chiamata con vari titoli a seconda della necessità. I primi Monti di Pietà furono istituiti da San Francesco per sopperire le esigenze delle popolazioni locali, con interventi assistenziali per affamati e poveri, derelitti.  Qui a Vallo di Nera Ansano Fabbi (1976) ne parla di un Monte Frumentario detto dell’ Abbondanza. Tale istituzione si ebbe a Piedipaterno nel 1682. Dai vari documenti di archivio e registri mastri correlati di verbali dettagliati, si ha una immagine completa delle attivita’ del monte Vallese. I Grascieri erano eletti nell’ arenga generale. Un verbale dell’epoca, in una arenga generale, vengono nominati  grascieri o montisti: Petrus Ursinus Testa, Bartholomeus Laurenti. Il giuramento: bene et diligenter custodire  omni meliori modo officina grascieratus et cum omni diligentia exercere dictum officium. Erano garanti dell’ amministrazione con i propri beni e degli eredi. Esempio come in agosto raccoglievano il grano dato in prestito e a settembre lo ridistribuivano per seminarlo. Una coppa per famiglia “per poter seminare et aiutare li poveri”.

Si tramandavano le consegne. Il monte era sotto il controllo dell’autorità ecclesiastica che lo esercitava soprattutto nel periodo della visita pastorale del Vescovo che vistava con la sua sigla il registro Mastro. Spesso a causa delle cattive condizioni meteorologiche il monte non aveva vita facile, a causa dello scarso recupero del raccolto. A. Fabbi riporta un documento dell’Archivio Storico del Comune dive si legge: “A di 20 giugno 1707. Angelantonio figlio di Silvestro del quondam Biagio pubblico Balio della comunità dei Castelli di Paterno e Meggiano, riferisce a me sottoscritto d’ aver intimato a tutti i debitori del Monte Frumentario di Piedipaterno, in persona, per riportare il grano in detto Monte nella prossima raccolta di essi, avuto in tempo dell’amministrazione del quondam Lorenzo Laurenti et Hippolito Sperandio montisti dell’anno 1697”.

Ma Vallo di Nera uno dei borghi più belli d’ Italia, grazie ad una intelligente politica volta al recupero e conservazione della tradizione storica,  conserva una grande quantità di attrattive artistiche di notevole interesse.

Vallo di Nera: Madonna delle Forche
Vallo di Nera: Madonna delle Forche, affreschi interni XV secolo

Una di queste e’ senza dubbio la cosidetta Madonna delle Forche risalente al XV secolo. Una cappella di juspatronato della comunita’. Detta anche Madonna di San Rocco. E’ situata su una collinetta tra il verde, presso le mura turrite del castello, sulla strada tra borgo dei casali verso Castel San Felice. Ha tante denominazioni ultima “l’immagine”. Mostra pregiati affreschi sicuramente attribuibili  a Orlando Merlini (pittore perugino morto a Gubbio nel 1510. Nativo di Perugia, divenne cittadino Eugubino nel 1504. Fu un pittore di immagini votive ma di grande talento ed espressivita’. Fu influenzato da Fiorenzo di Lorenzo e Pintoricchio. Le sue opere sono in Albacina, in particolare a Casacastalta, Sassoferrato, Fossato di Vico, Eggi, Ferentillo). Ma altre attribuzioni di questi dipinti sono protese verso Jacobo Zabolino di Vinciolo.

 

Vallo di Nera: Madonna delle Forche, particolare dell’Annunciazione affresco del XV secolo

Singolare una Annunciazione e Gesù Bambino che vola verso la Madonna.

Vallo di Nera: Madonna delle Forche, particolare dell’affresco del XV secolo

La cappella e voltata a botte. Qui nella calotta e’ dipinto Cristo Benedicente tra angeli e sotto San Sebastiano, Santa Caterina d’Alessandria , San Rocco in atto di pregare. Volti eleganti e soffuso, nota il Fabbi, di intensa espressività mistica attribuibili al Merlini.

Vallo di Nera: Madonna delle Forche, affresco del Cristo nel sepolcro XV secolo

Sulla volta e’ dipinto Cristo Maestro su un clipeo rotondo. Il Cristo presenta grandi occhi e un ampio gesto benedicente. Ha ai suoi lati i quattro evangelisti. Inoltre, altri dipinti adornano le pareti laterali come due votivi di Madonne col Bambino e alcuni Santi raffigurati dentro un finto portico, intervallato da colonnine. Gesu’ deposto nel sepolcro, San Giacomo, un Santo Vescovo, il Battista, San Pietro e Madonna di Loreto.

Vallo di Nera: Madonna delle Forche, affresco Madonna del latte XV secolo

Particolare, la figura di un Santo Monaco che porta sulle spalle un confratello (forse gli eremiti Lazzaro che seppellisce Giovanni della Abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo. Particolare già notato nella formella della predella della pala di altare presso il paese di San Mamiliano opera di Jacopo Siculo che la realizzò del 1538).

Vallo di Nera: Madonna delle Forche, Onnipotente benedicente affresco del XV secolo

Il recupero ha dato vigore a tutte queste opere d’ arte, anche se considerate minori, rappresentano il grande patrimonio storico artistico dell’ Umbria, con le sue tradizioni, curiosità, emergenze, che giorno dopo giorno affascinano sempre di più il turista e il ricercatore attento. Vallo di Nera e’ un pozzo senza fondo di questa ricchezza. Ci occuperemo in seguito di altre meraviglie e bellezze salvate dal dente corrosivo del tempo e sfuggite dalla furia distruttiva del terremoto.

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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