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Caravaggio o Spadarino nella Cena di Emmaus? Arrone si interroga

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ARRONE – In questi giorni su giornali locali va alla grande l’intuizione di attribuire addirittura alla mano di Michelangelo Merisi da Caravaggio la tela raffigurante la Cena di Emmaus situata sulla navata di destra della chiesa parrocchiale di Arrone.

Cena di Emmaus, Arrone chiesa di Santa Maria Assunta attribuzioni: Giovanni Antonio Galli detto Spadarino/ultima attribuzione Caravaggio
La Cena di Emmaus con la cornice barocca

L’ intuizione e’ dell’ artista pittore autore di interessanti pubblicazioni professor Caponi. Ma andiamo a conoscere nel dettaglio, in base a ricerche e studi svoltisi nel corso degli anni, le vicende e attribuzioni legate al dipinto che, racchiuso nella sua splendida cornice barocca lignea dorata e intagliata, sta facendo parlare di sé. Ansano Fabbi non menziona né il Caravaggio né altri artisti a lui collegati tra i suoi studi e ricerche sulle opere d’arte  nella chiesa di Santa Maria Assunta in Arrone. Nell’esaustivo volume, edito da Associazione Magister dal titolo: La chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Arrone –  documenti e opere –  a cura di Mario Petralla e Giovanna Sapori, a pagina 88 si parla del dipinto in questione. Per la prima volta,  di quest’opera, viene ricordata nella visita pastorale del Vescovo di Spoleto Giacinto Lascaris del 1712. Il dipinto era sull’altare maggiore: “Cena dipinta da michelangelo da Caravaggio”.

L’ opera però non appare nelle descrizioni della chiesa del 1611 e del 1690, si presuppone che sia arrivata in questa sede fra il 1690 e il 1712. Molto probabilmente l’opera arrivò ad Arrone grazie alla Famiglia degli Arroni all’epoca molto legata a Roma.(…) L’ opera si ispira alle due altre celebri versioni dipinte dallo stesso Caravaggio, ossia una al National Gallery di Londra, (1601-1602) e l’altra alla Pinacoteca di Brera a Milano (1606 c)…. la individuazione dell’autore della importante opera di Arrone, una delle poche testimonianze del Caravaggismo in Umbria, resta un problema ancora aperto nonostante la recente proposta di identificarlo con il caravaggesco Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino (Roma 1585 – ante 1683). Una copia di firmato più piccolo conservata nel museo di Santa Maria degli angeli ad Assisi, testimonia insieme alla citazione nella visita Lascaris, come opera di Caravaggio, la reputazione che accompagnava ab origine l’ opera”.

Questo è quello che Petralla e Sapori scrivono sul dipinto nel loro citato volume. Se il Merisi ha prodotto varie opere inerenti alla Cena di Emmaus, molte altre sono state a lui attribuite, ma non concorda la critica.

Narciso, dipinto attribuito a Giovanni Antonio Galli detto Spadarino e a Caravaggio, Galleria Nazionale Arte Antica Roma, Palazzo Barberini

Come questo di Arrone e’ stato per il dipinto del  NARCISO attribuito, guarda il caso, a Giovanni Antonio Galli. Poche le notizie sulla vita di questo pittore. Nasce a Roma il 16 Gennaio del 1585 morirà il 17 Agosto del 1652. Figlio di Salvatore, fabbricante di spade, Senese, da qui il nome d’arte SPADARINO. Suo fratello Giacomo, anche lui (Spadarino), pittore, intagliatore di soffitti e doratore. Nel Narciso, Roberto Lunghi nel 1913 lo attribuisce a Caravaggio. Nel 1970 invece, Cesare Brandi, fa il nome dello Spadarino. Nel 1980 la tesi viene confermata da Giovanni Previtali. Gianni Papi dimostrò che la tela era dello Spadarino. Ancora oggi comunque, alla galleria di arte antica Borghese viene attribuito al Caravaggio. Sara il nome prestigioso del Caravaggio che mette fuori pista lo Spadarino?

Ecco in sintesi le due questioni che vedono duellare il Merisi e il suo allievo, di quasi ugual bravura. I fatti eccoli. Tutti si augurano che la questione della Cena di Emmaus in Santa Maria di  Arrone possa concludersi nel miglior modo possibile, anche se, Caravaggio o Spadarino, il dipinto rimane sempre un importantissimo pezzo di Storia dell’ Arte, di ogni tempo.

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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