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A Gavelli Lo Spagna “pinxit” nel 1518 l’apparizione di San Michele Arcangelo sul Gargano

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SANTA ANATOLIA DI NARCO – Se in questo periodo di estate afosa tutti noi andiamo a cercare un po’ di fresco e l’ aria salubre fuori dalla citta’, non ci resta altro che andare in Valnerina, esattamente a Gavelli situato a 1152 metri altitudine. Qui, fresco, aria salubre e pace non sono tutto, c’e anche, e sopratutto, per i cultori e appassionati di storia, tante  bellezze da scoprire, gustare  e ammirare; io vi garantisco, da modesto intenditore, che vale la pena avventurarsi fin quassù. Qui abbiamo Giovanni Di Pietro detto Lo Spagna ad attenderci nella chiesa di San Michele Arcangelo.

Gavelli: Giovanni Di Pietro detto Lo Spagna, affresco Madonna col Bambino

Qui sono alcuni dei suoi più singolari capolavori. E’ doveroso, prima di passare alla descrizione dei dipinti, tracciare, tramite notizie tratte da studi di critici e storici dell’ arte, un escursus sul pittore spoletino. Ansano Fabbi, il nostro compagno di viaggio nei comuni della Valnerina, riporta un fondo pagina assai descrittivo ed esaustivo. Il Cavalcaselle e Crowe, che commentando il Vasari, affermano che lo Spagna “e’ la più importante figura tra gli imitatori del Perugino” dopo il Raffaello. Lo Gnoli invece afferma che “lo Spagna buon pittore ma di scarsa originalita’”. Giovanni Di Pietro detto Lo Spagna e’ nato a Spoleto da una famiglia di mercanti arrivata dalla Spagna. Fu allievo del Perugino insieme a Raffaello. Dal Vannucci apprese tutte le qualità artistiche: la serena dolcezza, la pace e la serenità spirituale della pittura umbra. Fu l’allievo che tramando’ più di tutti al rinascimento l’arte del Perugino. Dopo l’ esperienza romana del 1510, guardo’ alle forme raffaellesche. Sposo’ nel 1516  Santina Capoferro ed ebbe la cittadinanza spoletina. Predili’ semplicità di forme, vivezza di colori. Il Fausti attesta che l’artista mori nel 1528 poiché lesse nel registro dei morti “die 9 octobris havemo la morte de Lo Spagna pictore, 4 torce”. Ma veniamo a questo capolavoro dell’artista.

I dipinti sono collocati nella chiesa di San Michele arcangelo e raffigurano le sue storie. L’ interno e’ una galleria d’arte, satura di affreschi sia del maestro che dei suoi allievi.  Angeli Rota nei suoi scritti (1920) descrive nel dettaglio i dipinti. Nell’abside tutto affrescato, nella volta, nell’intradosso, sono sei portichetti incorniciati figurano i Santi Agostino, Matteo, con tanto di nomi scritti sotto le immagini in alto in un clipeo lo Spirito Santo, mentre, nel finto pilastro di destra si legge  IOHANNE HYSPANO PENTORE M D XVIII. Nella semicalotta dell’ abside tra cherubini e angeli e’ dipinta la Madonna genuflessa, mentre Cristo le va incontro per incoronarla. Tutto attorno Apostoli, Profeti, Santi, Angeli, Sibille.

Gavelli: Giovanni Di Pietro detto Lo Spagna, affresco XVI secolo: apparizione dell’Arcangelo Michele sul Gargano 1518

Nel semitamburo, tra candeliere, a sinistra i Santi Pietro e Paolo a destra l’apparizione di San Michele Arcangelo sul monte Gargano.

Gavelli: Giovanni Di Pietro detto Lo Spagna, affresco XVI secolo: l’Arcangelo Michele pesa le anime

Al centro un portico dove e’ figurato l’Arcangelo nell’ atto di pesare due anime con il demonio sotto i suoi piedi.  Altri dipinti purtroppo scomparsi, erano effigiati Madonna col Bambino tra i Santi Girolamo e Sebastiano e altri Santi con la scritta: HOC SACELLVM PINGENDVM MANDAVIT ANNO DOMINI MDXXIII.

Gavelli: Giovanni Di Pietro detto Lo Spagna, gruppo di Santi e Angeli particolare affresco XVI secolo

Queste opere raffigurate nell’abside,  comunque, furono eseguite in fretta data la mole di commissioni avute dal pittore. In particolare, la scena che ricorda il santuario del Gargano, era il più importante per una chiesa longobarda. Fabbi descrive il dipinto: in una aperta campagna tra colline e dirupi sono raffigurati giovani cacciatori armati di balestre, stanno per colpire il bue; sopra la grotta appare l’Arcangelo che li invita a desistere e a costruire un tempio in suo onore. Ecco in breve la descrizione di un capolavoro di arte rinascimentale umbra di un grande artista, che trovando ispirazione tra queste verdi vallate ci ha lasciato un esempio di come pregare nella pace e nella bellezza,  consapevoli, che tutto cio’, e’ dono di Dio.

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Carlo Favetti

Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.

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