Il Prog del Terzo Millennio #10: Falena – Una seconda strana sensazione

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Il gruppo laziale Falena nasce nel 2003; l’idea è quella di raccogliere varie influenze proiettandole nel sound della formazione. La prima incisione è del 2007, “Impressioni”; nel 2013 è stato pubblicato “L’idiota” mentre nel 2019 è uscito l’album di cui trattiamo, “Una seconda strana sensazione”.

La copertina del disco dei Falena: Una seconda strana sensazione

La formazione attuale è composta dal cantante Emiliano Sellati, da Alessandro Fusacchia alle chitarre, Marco Peschi alle tastiere ed al flauto, Andrea Trinca al basso e Rossano Acciari alla batteria.  A dimostrazione che il progressive è una musica tuttora vitale, anche il lavoro proposto risulta assai gradevole, sospeso tra influenze degli anni ’70 e modernità.Venendo nel dettaglio interessante è il brano strumentale in apertura, “Antefatto”, quasi un manifesto di ci che ci si troverà ad ascoltare; rimanendo in tema, una buona sensazione.

La voce di Sellati non è male, in alcune occasioni, come la successiva “Un mite inverno”, l’ho trovata accostabile a quella di Alessandro Corvaglia (Maschera di Cera, Delirium, Real Dream, tanto per citare alcune formazioni dove ha militato).

“Il dubbio” ha certo rimandi al suono delle migliori formazioni italiane, il Banco del Mutuo Soccorso su tutte, con dei brevi passaggi quasi hard rock.

Anche le atmosfere de “Il peso della misura”, con un buon solo di chitarra, risultano convincenti. Dopo la brevissima “E scosto i capelli dal cuore” è la volta di “Passaggio”, con flauto e tastiere in evidenza. Si prosegue con la title track “Una seconda strana sensazione”, dall’andamento oscuro, e con l’altro brevissimo brano, poco più di un minuto, “L’Erpice”, Pink Floyd in sottofondo?

Il pianoforte apre il brano successivo, “Nella colonia penale”, mentre è ancora il flauto il protagonista della breve, oltreché strumentale, “… Per un libero pensiero”.

Si candida tra i brani migliori “Requiem …”, con vari cambi di ritmo e la mente non può che tornare al prog nostrano di buona fattura, mentre “Il Mercato” propone una buona prova vocale di Sellati.

La penultima traccia è “Sete”, la più lunga del lotto, con i suoi nove minuti abbondanti, quasi una suite; la conclusione è affidata a “Conseguenza”, sospesa tra elettronica e psichedelia.

Un ennesimo buon lavoro per una formazione italiana dedita al prog. Good news!

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