La vertenza cooperativa Sistema Museo finisce in Parlamento: interrogazione di Emma Pavanelli (M5S)

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PERUGIA – La senatrice umbra del M5s Emma Pavanelli affronta un problema molto serio che riguarda una realtà culturale umbra di grande spessore e rilievo: la cooperativa Sistema Museo, società umbra con sede legale a  Perugia e che gestisce, decine di siti museali di proprietà di enti pubblici in tutta Italia.

Emma Pavanelli

Pavanelli fa riferimento alla vertenza sindacale in atto specificando che in ballo “c’è la modifica del contratto dei soci della cooperativa. Personale qualificato – spiega la senatrice – che per effetto di una migrazione contrattuale (dal settore turismo al multiservizi) si è visto ridurre la retribuzione e continua a svolgere attività di grande pregio senza il dovuto riconoscimento e con una retribuzione ridotta a circa 6 euro lordi all’ora”.
Poi Pavanelli ripercorre le tappe di una vicenda che merita davvero attenzione: “Le difficoltà della cooperativa – spiega – iniziano già nel 2013, anno in cui Sistema Museo dichiara lo stato di crisi,  operando progressivamente una serie di riduzioni salariali e contributive. Riduzioni hanno comportato mediamente circa 20mila euro di minori entrate a ciascun dipendente nonché, di conseguenza, minori versamenti previdenziali accumulati. Ecco perché nei giorni scorsi ho depositato una interrogazione parlamentare ai ministri di Sviluppo economico, del Lavoro e delle politiche sociale e per i Beni e attività culturali e Turismo al fine di verificare le condizioni contrattuali tenute dalla cooperativa  nei confronti dei dipendenti, considerando anche la prevalente attività di prestazioni di servizi nel settore del turismo mediante contratti stipulati dalla cooperativa con enti pubblici e museali”.
“Mai come oggi – aggiunge Pavanelli – valorizzare la cultura del nostro Paese, e il mondo che in essa lavora, può rappresentare un volano per il territorio, con un ritorno anche in termini di sviluppo socio-economico in era post Covid. Questo significa puntare sui beni artistici ed architettonici di cui disponiamo, ma sulle professionalità che ci lavorano”.
La vertenza
La Filcams Cgil nel luglio scorso aveva inviato una lettera a firma di Cristina Taborro ai Comuni di Montefalco, Bevagna, Spoleto, Trevi, Foligno per evidenziare criticità legate al servizio, con la migrazione del contratto degli operatori di Sistema Museo e che la testata on line TuttOggi aveva riportato integralmente. Eccola:

“Il comportamento della cooperativa è inqualificabile – dice la lettera – e per questo è opportuno informare la stazione appaltante”. Sistema Museo “ha dichiarato uno stato di crisi che dura dal 2013, e che ha avuto come conseguenza il taglio, negli anni, della 13° e 14° mensilità, oltre ai Rol (i permessi retribuiti, ndr) per tutti gli addetti”.
Per onor di cronaca e verità, Fisascat Cisl e Uiltcus Uil che l’accordo lo hanno firmato avevano replicato: Tra gli addetti si respira un sentimento di tranquillità perché la necessaria transizione contrattuale decisa dai soci a fine 2019 è stata migliorata dall’accordo sindacale siglato con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Le sigle sindacali, che tra l’altro sono quelle maggiormente rappresentative all’interno della Cooperativa Sistema Museo, hanno infatti vigilato per mesi affinché tale transizione avvenisse senza ledere i diritti dei lavoratori, armonizzando quanto più possibile la distanza tra i due CCNL, ponendosi l’unico obiettivo di salvaguardare il posto di lavoro e la professionalità degli addetti“.
Ora l’interrogazione al Governo. Staremo a vedere.

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