A Case del Rio le spirali di Mario Pizzoni tra natura e armonia

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PERUGIA – C’è un luogo per ciascuno di noi. Il genius loci di Mario Pizzoni è ora a Ponte Rio, alle porte di Perugia. Disseminate tra le piante di in un parco magnifico, poste in mezzo ad un ampio prato o aggrovigliate al tronco di un albero, dodici sue sculture si fondono, talvolta imperiose, oppure discrete e quasi mimetizzate, in piena consonanza con l’ambiente.

Nato a sant’Eraclio di Foligno il 21 settembre del 1935, perugino di fatto, per la festa ormai prossima dei suoi 85 anni Pizzoni ha avuto in dono l’entusiasmo intenso, ammirato, gratificante, consapevole e gradevole che gli architetti Roberto Micchi e Maria Pia Minuti hanno offerto alla sua arte come meglio non si potrebbe: facendola entrare a casa loro. In senso letterale. Il groviglio plastico di lamiere assemblato come prerogativa con materiali di riciclo, si staglia verso il cielo. E’ in cerca costante dell’armonia degli elementi, di una assonanza perpetua con la natura.
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La storica dell’arte Marinella Caputo durante la presentazione di ieri che ha inaugurato l’allestimento-evento nella tenuta “Case del Rio”, indica i quattro punti cardinali che seguono le opere di Pizzoni: ambiente, riciclo, leggerezza delle forme e musicalità.
Angela Margaritelli, di “labART“, evidenzia il lungo percorso creativo dell’artista e lo fa all’ombra di una delle ultime opere più significative di Pizzoni: lo sguardo va verso il tronco di un albero pesantemente potato; sembrava ormai morto nonostante la grandezza parli ancora della sua un’antica possanza. A cingerlo, ora, ci sono due lamiere. Avvolgono a proteggerli e invitarli a una nuova crescita, rami giovani ma già coperti quasi miracolosamente di foglie vogliose di resistere. Ed esistere.
L’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano sottolinea l’importanza che assumono per l’intera collettività iniziative di questo spessore da parte di privati illuminati, non nascondendo una certa emozione personale nel trovarsi in una sorta di parco delle meraviglie. Roberto Micchi e Maria Pia Minuti, del resto, hanno già premesso la loro disponibilità, quando la morsa del Covid stringerà di meno, di accogliere con visite guidate opportunamente organizzate chi vorrà conoscere da vicino l’arte di Pizzoni. Convinti anche, nell’orgoglio discreto delle loro parole, che questo potrebbe essere l’inizio di un accoglimento virtuoso di chi ha idee di arti multiformi.
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Poi ecco l’ingresso del violino di Maria Cecilia Berioli e della viola di Luca Ranieri: i suoni di “Umbria Ensemble” si immergono profondamente nel silenzio che è intorno. Bello mentre te ne vai, avvertire il rimbalzo di quelle note tra le spirali geniali di un artista potente che dell’arte continua a fare la sua eco più intima e così piena di vigore.
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Video e foto di Claudio Bianconi

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