Biennale Teatro di Venezia, menzione speciale per lo specialissimo Liv Ferracchiati e il suo Platonov

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VENEZIA – Dalla Laguna arriva una bellissima notizia. Liv Ferracchiati da Todi con La tragedia è finita, Platonov, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e presentato al 48° Festival internazionale del Teatro di Venezia, è stato premiato oggi alla Biennale Teatro 2020 da una giuria internazionale composta da quattro critici e studiosi di teatro, con la menzione speciale. Ho avuto la opportunità di intervistarlo. Una di quelle cose che appena inizi dalla prima domanda intuisci che di fronte hai uno che ha molte consapevolezze, capacità, solide convinzioni ma che su tutto impera una straordinaria ironia. Un disincanto garbatamente irriverente, intelligente quanto basta per capire se sei in sintonia. Pertanto per certi versi immagino come ha accolto  la motivazione alla menzione speciale che ha ricevuto. Qualche indizio, sbirciando su FB, ce l’ho.
Una menzione però, caro Liv, è una menzione. Perciò la mettiamo qui di seguito. Volentieri. 
Liv Ferracchiati affronta in modo semplice, ma convincente e toccante, il protagonista di un testo classico (Platonov di Cechov) con i suoi propri pensieri autobiografici come lettore della storia. Nell’indagare i personaggi e le loro motivazioni da un punto di vista attuale, emerge un testo nuovo che non solo mette in discussione il ruolo del testo classico nel teatro di oggi, ma libera i personaggi dalla “prigionia” dell’epoca nella quale sono stati creati. Liv Ferracchiati non è soltanto autore e regista del spettacolo. Interpreta anche la figura di un nuovo personaggio, il Lettore del testo, con una tale e straordinaria e dedicata autenticità, che come personaggio diventa essenziale per il successo dell’opera, impostando un dialogo ironico e illuminante tra se stesso e l’autore russo. Nell’eliminare alcuni personaggi maschili e mettendo invece quattro donne al centro della scena, gli spettatori del 2020, che potrebbero trovare antiquata la politica sessuale e di genere di Cechov, possono immediatamente ritrovarsi nei commenti satirici ed imperturbabili del Lettore su ciò che accade in scena. È ovviamente un valore aggiunto il fatto che Liv sia anche un attore straordinario. Quindi la menzione speciale della Biennale Teatro 2020 va a Liv Ferracchiati per aver reso attuale il repertorio nel modo più intelligente possibile: non solo rendendolo attuale, ma avviando anche una riflessione che parte dal qui e ora, gettando una nuova luce su ciò che dobbiamo fare per vivere una vita significativa, come dobbiamo relazionarci con il mondo, come dobbiamo agire, tutte questioni che oggi sono urgenti. Grazie Liv”. 
Emotivamente coinvolto, artisticamente orgoglioso per aver creduto in Liv Ferracchiati, è il direttore del TSU Nino Marino, tra l’altro presente alla cerimonia: “Liv Ferracchiati è un artista umbro che il Teatro Stabile ha sostenuto fin dai suoi brillanti esordi, producendo i suoi spettacoli e accompagnandolo nella sua crescita artistica. La menzione della Biennale testimonia l’importanza del ruolo delle istituzioni culturali nell’incoraggiare e offrire opportunità ai giovani talenti, così da consentire loro il maturare una propria solidità poetica e dunque dare un contributo al rinnovo della straordinaria tradizione culturale del nostro Paese. Mi rende particolarmente felice che la menzione arrivi a un artista che si è distinto in primo luogo per il suo lavoro di drammaturgo. Il TSU ha sempre considerato la promozione della drammaturgia contemporanea una delle proprie mission fondamentali, ritenendola strumento imprescindibile per la costruzione di una narrazione del presente e lente preziosa per una più profonda lettura della realtà”.
Complimenti, Liv, da tutta la redazione di Vivo Umbria. Sappiamo perfettamente che saprai come prenderli.

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