Gioviano Pontano, da Cerreto di Spoleto all'approdo forzato alla corte d'Alfonso d'Aragona

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CERRETO DI SPOLETO – Uno dei più illustri personaggi di questo paese della Valnerina, e’ senza dubbio l’umanista Gioviano Pontano discendente da una famiglia di prestigiosi giuristi che ebbero sopratutto fortuna presso la corte pontificia.

Adriano Fiorentino, medaglia di Gioviano Pontano

Il Pontano nasce quindi a Cerreto il 7 maggio del 1426. La madre Cristiana rimase vedova di Giacomo a soli 24 anni, inquanto il marito fu ucciso, e quindi gioviano, la nonna Leonarda   e la Madre  bandita dal paese, si rifugiarono  a Perugia. Il Pontano, terminato gli studi di diritto, tentò di tornare in patria, ma non fu possibile a lui di riottenere il suo patrimonio, e quindi si trasferì a Napoli a seguito del re Alfonso d’ Aragona.
 
Nel 1440 Cerreto era governato dai Ghibellini di parte spoletina, che avevano banditi i guelfi nursini quindi anche il nostro Gioviano. Il ricordo del suo paese sarà sempre con lui fino alla fine dei suoi giorni. Nell’arco della sua movimentata esistenza ebbe numerosi incarichi: fu precettore di Alfonso II, tesoriere e consigliere di guerra; ricopri la carica di segretario del regno e Primo Ministro di Stato di re Ferdinando dal 1458 al 1494; fu ambasciatore della diplomazia di papa Innocenzo VIII (Giovan Battista Cybo). Le sue attività di diplomazia pero’ non lo tennero lontano da quelle rivolte alla letteratura storia e filosofia. Fu il fondatore a Napoli dell’ accademia detta “Pontaniana”. Fu un mito di esempio nell epoca di personaggi come il Poliziano, Sannazaro, Panormita. Per la sua dedizione e attaccamento ai classici latini, la critica lo pose accanto a Orazio, Giovenale, Plauto, Terenzio, Ovidio, Tibullo, Catullo. Mori a Napoli nel 1503. Nella sua vecchiaia, deluso dalla vita di onori e amori, si rifugiò nel sentimentalismo religioso, esortando e auspicando un Cristianesimo più umano che guardasse alle origini. Le sue opere ultime, che risentono di questo suo cambiamento interiore sono: ” lodi divine” tra cui ” l’inno alla diva Madre “. La sua ultima dimora un tempietto Mausoleo al centro di Napoli. Queste trame sue opere: Amororum libri (1455 -1458); Charon (1467- 1491); Urania (1476); Asinus (1486 – 1490); Antonius (1487); Meteororum libri (1490); Hendecasyllabi sen Baiarum libri (1490 -1500); De’ Principe (1493). Queste le opere di Gioviano Pontano che meriterebbe una valorizzazione maggiore sopratutto dagli enti dell’Umbria e della Valnerina.

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