"Terrae Motus/Motus Animae" di Maria Anna Stella al Thesorieri di Cannara a "Strabismi Festival"

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CANNARA – Lo spettacolo di Maria Anna Stella “Terrae Motus/Motus Animae” è senza dubbio un’occasione di incontro e riflessione davvero stimolante nell’ambito della sesta edizione di “Strabismi Festival“. La messinscena verrà allestita domani, 6 ottobre, al teatro  Ettore Thesorieri di Cannara alle ore 21,30.

Terrae Motus/Motus AnimaeLo segnaliamo ai lettori di Vivo Umbria perché c’è molta intensità e verità nella scrittura che Stella ne ha fatto ripercorrendo la mattina del 30 ottobre di quattro anni fa, per noi umbri l’ennesimo giorno dell’ennesimo terremoto. Che ancora fa soffrire tanti. Addirittura a qualcuno ha tolto speranza nel domani. Importante il contributo che è venuto all’autrice-attrice dalla consulenza drammaturgica di Roberto Ruggieri, anche perché va sottolineato che la produzione è proprio del Centro Universitario Teatrale di Perugia, Cut. A Maria Anna Stella feci un’intervista in cui meglio di qualsiasi sinossi, a nostro avviso, ci ha raccontato i tanti perché di questo suo lavoro. Così, alla vigilia della messinscena di Cannara, la riproponiamo nelle sue parti più significative.

Questo spettacolo è un modo necessario o comunque utile per parlare di cosa e di chi?

“Certamente ho indagato dentro me stessa: attraverso le interviste che mettevo in fila una dietro l’altra sui terremoti degli altri, mi sono fatta coraggio e ho parlato anche del mio. E’ evidente però che parlare solo di se stessi non poteva funzionare, non era del resto l’intento che mi ero prefissa anche perché questo spettacolo vuole parlare a tutti, raggiungere chi ha vissuto altri tipi di terremoto: un lutto, la perdita del lavoro, i fallimenti personali”.

Difficile fare una sintesi delle tante cose, delle emozioni, delle paure, delle speranze che lei ha raccolto in tanti mesi di ascolto e di ricerca, in senso letterale, sul campo. Da dove ha iniziato?

“Decisiva è stata l’intuizione che ha avuto Ruggieri: intendere questo spettacolo come una confessione, meglio un insieme di confessioni dell’anima. Trarre dalle singole testimonianze gli aspetti più profondi, le reazioni imprevedibili, le riflessioni che possono nascere in seguito a uno sconvolgimento così forte, detonante, devastante. Cogliere e riuscire a esprimere quei segreti che fino ad allora non si era riusciti a cogliere o perlomeno ad esprimere”.

Una catena di confessioni …liberatorie, in un certo senso.

“Esatto e questo processo alla fine ha coinvolto anche me. Mi liberava progressivamente e, a mia volta, mi confessavo ”.

Nello spettacolo c’è indubbiamente la consapevolezza del dramma ma, pare di capire, anche una buona dose di ironia.

“Deriva dagli stessi racconti che talvolta rasentavano la follia; oppure da premonizioni a dir poco improbabili eppure nette e convincenti nelle parole dei miei interlocutori”.

Lei è da sola in scena: come riesce a dare voce a così tanti, possiamo definirli … personaggi?

“Incarno queste persone, peraltro alcune di loro non ci sono più, purtroppo, al punto che Roberto Ruggieri parla di una sorta di Spoon River Anthology in versi liberi, elaborate quasi in forma di epitaffio, di persone che conoscevo e mi consentono di entrare dentro di loro, fino a prenderne le pose, le intonazioni non in maniera macchiettistica ma profonda. Recito e canto”.

INFO

Strabismi è un’associazione culturale che dal 2013 promuove l’arte e l’attività teatrale.

direzionestrabismi@gmail.com Tel.+39 333 5923913

 

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