Il Prog del Terzo Millennio #11: Il sogno di Rubik – Tentacles and miracles

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Il Sogno Di Rubik, progetto di Francesco Festinante (testi e voce) e Cosimo D’elia (chitarre, basso, programmazioni midi), è un vero e proprio contenitore sonoro.

In “Tentacles and Miracles”, album formato da otto tracce (cantate in inglese), e pubblicato nello scorso mese di giugno, si possono infatti trovare elementi che spaziano dal rock più duro al prog.

La copertina del disco

Come spiegato nelle note di copertina si tratta di un concept album che narra di un viaggio onirico, intrapreso da un gruppo di persone, all’interno di un labirinto magico in cui “Tentaclenight” ostacolerà i protagonisti che ricercano la via d’uscita dal labirinto. Le influenze riscontrate sono riferibili in particolare a King Crimson, Talking Heads e Frank Zappa.

Il disco si apre con “The Well Of Miracles” dove sonorità e stacchi tipici del prog si affiancano ai fiati.

Si prosegue con “Silky Bliss And Black Waters” aperta dal pianoforte che lascia spazio ad atmosfere sospese tra il prog con una vocalità morbida che d’un tratto cambia, e così anche la ritmica si fa più aggressiva.

“Tentacles” mette subito in campo un riff quasi hard che poi risulta stemperato dalla voce; non manca durante il brano una cantabilità che non guasta.

“In The Back Of The Real” è tra le tracce migliori pur se le trame chitarristiche rimandano ai King Crimson in maniera evidente.

In “The Timekeeper” su una musica quasi ossessiva s’innesta un cantato poco più che accennato; quindi parte un bell’assolo di chitarra elettrica con un ottimo supporto ritmico.

“The Planet Of Supreme Satisfaction”, forse la cartina di tornasole del lavoro, è una lunga traccia (quasi 10 minuti), giocata sull’incrocio di influenze di Talking Heads e King Crimson.

“A Better Nightmare” e “The Suite Of Miracles” sono le ultime due tracce; la prima, come d’altronde tutto l disco, è caratterizzata da una ritmica marcata e dai continui cambi di ritmo; la seconda, anche attraverso un’ottima chitarra, conclude il lavoro in bellezza.

Un debutto certamente interessante; seguiremo le mosse future, senz’altro.

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