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Lo sguardo rivolto al futuro e ai cambiamenti per la 44esima edizione del Roma Jazz Festival

ROMA Saranno l’Auditorium Parco della Musica, la Casa del Jazz e il Monk a ospitare a Roma la 44esima edizione del Roma Jazz Festival, una delle kermesse più importanti del territorio nazionale e internazionale dedicata alla musica jazz a trecentosessanta gradi, vista in più prospettive possibili.

Roma Jazz Festival 2020 locandina

Organizzato da IMF Foundation in co-produzione con la Fondazione Musica per Roma, il Festival vedrà in scena dal 29 ottobre al 20 novembre prime assolute, esibizioni di artisti di rilievo tra talenti emergenti e nomi che hanno fatto la storia del jazz, con un cartellone che spazierà dai concerti ai live streaming, dagli incontri alle presentazioni, fino ad arrivare a toccare progetti appositamente pensati per biblioteche e scuole, realizzati grazie alla collaborazione con la prestigiosa rivista Jazzit, con un’associazione di consolidata esperienza come Il Jazz va a scuola e con diversi critici musicali.

Tema di quest’anno sarà “Jazz for Change” con sguardo rivolto al mondo afflitto dall’emergenza climatica, dalla messa in discussione dei diritti civili e dai rigurgiti sempre più invadenti di razzismo e nazionalismo, cui stanno reagendo con forza movimenti come “Black Lives Matter” e “Climate for Change”.

roma jazz festival 2020 loc programma

“La situazione imprevista nella quale il mondo si è trovato – asserisce il direttore artistico Mario Ciampàha dato un’accelerazione nell’uso delle tecnologie e della rete internet, coinvolgendo in maniera determinante anche il settore della cultura. Per questo, l’uso dello streaming, della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale saranno da noi sperimentati e sviluppati nei prossimi tre anni, con l’obbiettivo di arrivare a creare una piattaforma integrata che permetta allo spettatore di essere non più soggetto passivo ma interattivo, creando le condizioni di un allargamento del pubblico e un maggiore coinvolgimento”. Il jazz, dunque, essendo un genere di musica in continua evoluzione, può trasformarsi in fonte di ispirazione e il leitmotiv di questo 2020 diventa così un progetto triennale dedicato al futuro e all’innovazione.

Comet is Coming

Ad inaugurare il festival il 29 ottobre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) sarà il concerto dei The Comet is Coming, formazione di punta del jazz psichedelico britannico, composto dal sassofonista Shabaka Hutchings, dal tastierista Danalogue e dal batterista Betamax Ohm.

Protagonista assoluto del palco il 31 ottobre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) sarà Famoudou Don Moye Odyssey & Legacy Trio. Il percussionista degli Art Ensemble of Chicago, per l’occasione, ha riunito un gruppo di musicisti di talento con una solida conoscenza delle tradizioni del jazz, del blues, del funk e una decisa attitudine all’improvvisazione.

Luca Aquino
foto di Roberto Cifarelli

Il primo novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) si terrà la prima mondiale del concerto multimediale Gong, il suono dell’ultimo round con la musica del trombettista Luca Aquino con la partecipazione speciale del percussionista francese Manu Katchè, le opere visive inedite di Mimmo Paladino caposcuola della transavanguardia italiana e i testi di Giorgio Terruzzi, giornalista sportivo italiano, che racconteranno le grandi storie della boxe, da Primo Carnera a Muhammad Ali, passando per Sugar Ray Robinson, Nicolino Loche, Carlos Monzon, fino a Mike Tyson.

Il 2 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) sarà la volta del concerto di Mino Cinèlu e Nils Petter Molvær, che presenteranno il disco uscito lo scorso mese di settembre, “SulaMadiana”. Il progetto musicale, che prende il nome da Sula – l’isola al largo della costa occidentale della Norvegia – rende omaggio a Manu Dibango, Tony Allen e Jimmy Cobb.

Il 7 novembre doppio appuntamento al Monk per una serata all’insegna delle sperimentazioni e degli incroci fra musica e cinema, con i due live di La Batteria (ore 21.00) e Ugoless (ore 22.00).

A salire sul palco il 10 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) saranno invece i creativi Area, formazione musicale aperta nata agli inizi degli anni Settanta intorno alla figura di Demetrio Stratos, con “Area Open Project”, presentazione del nuovo album in uscita il 24 ottobre per Warner e registrato durante un live in Giappone.

L’11 novembre alle ore 21.00 si passa al duo composto da Enzo Favata, sassofonista sardo di fama internazionale, e Mario Tozzi, celebre geologo e divulgatore scientifico, con il racconto affascinante del “Mare Nostrum” attraverso il particolare punto di vista della geologia e di una musica al confine tra passato e futuro.

Il 12 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) al Roma Jazz Festival 2020 approdano il pianista inglese Alexander Hawkins, uno dei giovani musicisti europei più versatili e richiesti, e Hamid Drake, batterista della Louisiana di lunga e consolidata esperienza, con un concerto ipnotico, circolare e intenso, in un continuo e vicendevole inseguirsi di due linee parallele che alla fine si ricongiungono.

Il 13 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) grande attesa per l’arrivo dell’acclamato artista portoghese Salvador Sobral che presenterà l’ultimo album “Paris, Lisboa”.

Roberto Fonseca
foto di Alejandro Azcuy

Il 14 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) ad esibirsi sarà il pianista Roberto Fonseca, dal 2001 membro stabile del Buena Vista Social Club, che presenterà il suo ultimo album “Yesun”, esplosiva miscela di jazz, musica classica, rap, funk ed elettronica che rompe le forme e abbatte i confini, sempre in costante ricerca delle radici profonde della tradizione afrocubana.

Altra grande attesa il 15 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) per il chitarrista Francesco Diodati che salirà sul palco con Leila e Sara Shirvani ed Enrico Morello per presentare “Clorofilla”, album che Paolo Fresu ha presentato così: “un pigmento musicale, un suono di colore verde che declina energia e luce, poesia e pathos. È il suono della terra. Della natura e dell’uomo che la abita. Chloros Phyllon è la fotosintesi del pensiero”.

“The Future is a Tree” è invece il titolo dell’album del contrabbassista salentino Marco Bardoscia che sarà in concerto al Festival in trio il 17 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM). Il disco tratta il tema del tempo, sia cronologico, come nella suite iniziale dedicata alle quattro stagioni, che meteorologico, nei brani della seconda parte che rappresentano una riflessione sui danni causati dal cambiamento climatico.

foto di Marco Signoretti

Il 19 novembre alle ore 21.00 (Auditorium dM), accompagnato dal gruppo Band’Union, salirà sul palco il maestro Daniele Di Bonaventura con il suo ultimo progetto discografico, “Garofani Rossi”, incentrato sulle musiche della Resistenza e delle rivoluzioni di tutto il mondo, reinterpretate però in favore delle melodie e delle armonie.

  • I concerti di Francesco Diodati, Marco Bardoscia e Daniele di Bonaventura sono realizzati in occasione dei dieci anni dell’etichetta Tǔk Music di Paolo Fresu.
Ylian Canizares
foto di Antonello Mori

A chiudere il sipario su questa 44esima edizione il 20 novembre alle ore 21.00 (Auditorium PdM) sotto il segno di due elementi centrali per tutti i grandi movimenti che oggi lottano per il cambiamento, la lotta femminista e la ferma volontà di reagire agli imprevisti della Storia, sarà l’artista cubana Yilian Canizares con il Trio Resilient. Al centro del live il suo ultimo album “Erzulie”, dedicato alla divinità femminile haitiana dell’Amore e della Libertà.

Curiosità

Il festival, che si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid vigenti, per consentire a una platea più ampia possibile di seguire la kermesse, provvederà a trasmettere in diretta streaming, grazie alla collaborazione con la piattaforma Live Now, i concerti The Comet is Coming, Area, Mario Tozzi e Enzo Favata, Alexander Hawkins e Hamid Drake, Salvador Sobral e Roberto Fonseca. Gli streaming dei concerti potranno essere acquistati in formula singola o di abbonamento.

Inoltre, grazie alla partnership con Mezzo Live HD, i concerti di Don Moye, Luca Aquino con Manu Katchè e Mino Cinelu con Nils Petter Molvær saranno trasmessi dal canale satellitare francese dedicato alla musica classica alla danza e al jazz. In Italia il canale è visibile sul canale 49 della piattaforma satellitare TivùSat.

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Francesca Cecchini

Teatro, letteratura e musica sono le mie passioni. Tutto, se possibile, da vivere dietro le quinte. Sono un amante del “work in progress”. E scriverne, per me, è la più grande soddisfazione (e gioia)

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