Dpcdm: misure invariate per la cultura e nella “manovra” stanziati 600 milioni

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter

Distanziamento fisico e divieto di assembramenti rimangono i punti fermi con cui contrastare la diffusione del virus nel nuovo Dpcdm emanato dal presidente Conte. Senza alcun dubbio la vera stretta del nuovo decreto del 18 ottobre riguarda la movida con provvedimenti su orari di apertura e chiusura di ristoranti e locali e le modalità di servizio ai clienti. Detto che i sindaci sono comunque liberi di adottare misure restrittive specifiche e autonome in zone in cui lo ritengano necessario. Resta la scuola in presenza anche se si sta studiando l’ipotesi di scuole aperte il pomeriggio per le superiori mentre le palestre dovranno adeguarsi nel giro di una settimana a misure di controllo sanitario più stringenti garantendo su tutto il distanziamento.

Misure per la il comparto cultura

Ora per quanto riguarda principalmente le cose di cui si occupa Vivo Umbria, andiamo a verificare cosa è accaduto nell’ambito della cultura. Nessuna chiusura di teatri e cinema come paventato.  Il nuovo decreto non prevede misure diverse rispetto al Dpcm precedente.

Posti a sedere preassegnati e distanziati di almeno un metro e con un numero massimo di mille spettatori per spettacoli all’aperto e di duecento spettatori in luoghi chiusiRimangono aperti musei e luoghi della cultura, nel rispetto delle norme di protezione e prevenzione. Le fiere sono consentite, purché di interesse nazionale e internazionale, e le manifestazioni pubbliche in forma statica.

Piuttosto va evidenziato un altro aspetto collegato al Dpcdm: il varo della manovra per il 2021 perché qui troviamo interventi destinati al comparto a cui vengono destinati 600 milioni di euro all’anno per sostenere l’occupazione nei settori del cinema e della cultura. Ecco la parte del testo che ci interessa riportato nella nota del MiBact:  “il complesso delle misure decise dal Cdm prevede il forte rafforzamento di alcuni investimenti strategici, dalla tutela del patrimonio culturale, al rafforzamento delle misure per il cinema e lo spettacolo dal vivo, agli interventi per le strutture ricettive, le agenzie di viaggio e le tutele per i lavoratori. Le misure prevedono la possibilità di spendere il bonus vacanze fino al 30 giugno 2021 (per chi lo avrà scaricato entro il termine già previsto del 31/12/2020); la proroga al 31/12/2021 del Bonus facciate (il credito di imposta del 90% per le spese sostenute per il restauro e il recupero delle facciate degli edifici); il rafforzamento del cinema e audiovisivo  con ulteriori 240 milioni di euro annui sull’apposito Fondo che consentirà di rendere permanente l’aumento straordinario del tax credit introdotto nel 2020; il potenziamento strutturale del Fus con altri 50 milioni. Con i residui non spesi del Bonus vacanze verrà finanziato il prolungamento nel 2020 delle misure di sostegno a lavoratori e imprese del settore turismo, che saranno invece coperte nel 2021 con una parte significativa del fondo di 4 miliardi per i settori più colpiti dalle conseguenze dell’epidemia”.

Infine per il comparto legato alla scuola e la ricerca viene finanziata con 1,2 miliardi di euro a regime l’assunzione di 25.000 insegnanti di sostegno e vengono stanziati 1,5 miliardi di euro per l’edilizia scolastica. È previsto un contributo di 500 milioni di euro l’anno per il diritto allo studio e sono stanziati 500 milioni di euro l’anno per il settore universitario. Sono destinati 2,4 miliardi all’edilizia universitaria e ai progetti di ricerca.

 

Articoli correlati

Commenti